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Weekend a Pesaro in camper

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Un weekend in camper a Pesaro, angolo nascosto del nostro Bel Paese

Metti caso il caso di un week end tranquillo, di quelli che ti carichi la bici e hai voglia di tranquillità, dove vai? Eccovi un suggerimento per una meta fuori dal turismo di massa: Pesaro. Capoluogo delle Marche ha un’area camper molto comoda per visitare la città. Qui di seguito nel dettaglio.

Nuova Area Camper a Pesaro

Ora che avete parcheggiato il camper, ecco qualche spunto su cosa fare e visitare a Pesaro in un weekend.

Itinerario rossiniano: Casa Rossini, il Museo Nazionale Rossini, il Teatro Rossini. Inaugurato l’11 giugno 2019, racconta la vita straordinaria di un protagonista della musica e della cultura europea: Gioachino Rossini nato a Pesaro il 29 febbraio 1792. Il percorso espositivo è un viaggio a 360 gradi nel mondo rossiniano raccontato come un’opera lirica, metafora musicale della sua esistenza.

Il tesoro dei Musei Civici di Palazzo Mosca: la Pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini (capolavoro assoluto del Rinascimento) e le ceramiche alla rosa. Fulcro del museo è la pala di Giovanni Bellini con l’Incoronazione della Vergine, capolavoro assoluto del rinascimento italiano e vera e propria summa della pittura sacra del XV secolo. Produzione che segna il grande successo di Pesaro nella ceramica nel Settecento, le maioliche alla rosa sono allestite in una scenografica esposizione che rende onore alla loro bellezza. Ancora oggi questo decoro è il simbolo della città e viene ancora prodotto nei laboratori storici tuttora attivi come Molaroni.

Tesori archeologici: i mosaici della Cattedrale, la domus di via dell’Abbondanza, antiquarium e area archeologica di Colombarone, il Museo Oliveriano (che riaprirà al pubblico questo autunno dopo una preview per la stampa ad agosto). Pesaro è città di fondazione romana (184 a.C.) e questa storia antica emerge e viene raccontata in una serie di luoghi, nel modo più completo al Museo Oliveriano rinnovato che riaprirà al pubblico entro la fine dell’anno. Colombarone è un sito archeologico ‘speciale’ perché immerso nel verde del Parco San Bartolo.

Biblioteca San Giovanni: Una delle più belle biblioteche d’Italia accolta in un complesso conventuale di origini trecentesche. Davvero speciale la sede. Importante dire che dal 2017 Pesaro è stata riconosciuta ‘Città che legge’ dal Centro per il libro e la lettura del MIC: questo perché c’è una rete molto attiva di soggetti diversi che crede che leggere migliori la vita e lavora per la promozione della lettura. Chi viene a Pesaro non può non far tappa alla San Giovanni, una delle biblioteche più belle d’Italia grazie ad una sede decisamente suggestiva nel cuore del centro storico: l’imponente complesso di San Giovanni da sempre appartenuto ai frati minori dell’Osservanza. L’assetto attuale è il risultato dell’ampliamento della struttura urbana voluto da Francesco Maria I Della Rovere nei primi decenni del XVI secolo. Per creare le nuove mura viene abbattuta una chiesa dedicata a San Giovanni con annesso convento; come riparazione, se ne costruisce un’altra, affidata agli architetti Girolamo e Bartolomeo Genga. Gran parte del convento attiguo alla chiesa – quella dove si trova la biblioteca – viene invece eretta nella seconda metà del XVII secolo; un ulteriore ampliamento risale al secolo successivo. Il complesso è stato recuperato con un lungo e importante progetto (1998-2002) e ora la San Giovanni – articolata su due piani – è uno spazio ‘vivo’ dedicato alla conoscenza e alla contemporaneità, aperto a persone di ogni età, istruzione e provenienza. Il caffè letterario, la terrazza e il giardino dove rilassarsi per una sosta piacevole nel verde, lo rendono un luogo speciale della cultura cittadina. D’altra parte siamo a Pesaro Città che Legge, riconoscimento ottenuto nel 2017 dal Cepell Centro per il Libro e la Lettura del Mibact proprio in virtù dell’esistenza di una fitta rete di soggetti diversi, e molto appassionati, accomunati da un valore di partenza: leggere migliora la vita.

Parco di San Bartolo e le Ville: Villa Imperiale (è di Gerolamo Genga, allievo di Raffaello) è il gioiello del Parco San Bartolo tra architettura e interni. Fa parte delle ville del San Bartolo, residenze di diletto che i signori usavano per l’ozio nella natura. Si visita da maggio a settembre Villa Caprile, è un’altra delle ville del San Bartolo famosa per i giochi d’acqua storici ancora funzionanti Parco San Bartolo. Un parco regionale magnifico a picco sul mare, che accoglie borghi medievali ancora intatti, una delle destinazioni della Riviera del San Bartolo, brand turistico nato nel 2021 che unisce i Comuni di Pesaro, Gradara e Gabicce Mare. C’è la natura dove fare sport diversi come trekking, bici e birdwatching ma anche la storia con borghi medievali rimasti intatti. Il Parco di San Bartolo ed è uno scrigno ricco di ambienti naturali, paesaggi di rara bellezza e un importante patrimonio storico, culturale e archeologico. Con i suoi 12km di costa alta a falesia viva si estende tra i comuni di Gabicce Mare e Pesaro in un susseguirsi di speroni a picco sul mare, alternati a piccole valli, che emergono sulle piatte spiagge dell’Adriatico con vette che sfiorano i duecento metri di altezza. L’area protetta comprende anche un versante a vocazione agricola lievemente declinante verso l’interno. Natura e cultura si fondono nel Parco del Monte San Bartolo in perfetta armonia. Ci si può rilassare nella piccola spiaggia naturale di Fiorenzuola di Focara (nel 2019 il Guardian l’ha inserita tra le 40 spiagge più belle d’Europa) oppure passeggiare tra le mura del suo borgo dantesco accompagnati da guide esperte; lasciarsi sedurre dagli scorci mozzafiato a strapiombo sul mare, visitare il suggestivo cimitero ebraico, il conventino del Beato Pietro Gualcerano, le chiese di Santa Marina e Casteldimezzo e il Museo Paleontologico di Fiorenzuola.
E nel percorrere la strada panoramica che unisce Pesaro a Gabicce Monte, una piacevole
sosta gastronomica è d’obbligo nei tipici ristoranti che esaltano il pesce dell’Adriatico e
offrono i vini prodotti nel Parco o i piatti al tartufo del San Bartolo.

I sentieri ufficiali del parco sono qui https://www.parcosanbartolo.it/sentieri/ con la possibilità di averli sul cellulare tramite l’App “San Bartolo Experience”. Ci sono due tratti del 151 che sono vietati alle bici (segnati sulla cartina): La Montagnola ( “tetto del mondo”)  e Monte Brisighella. In autunno ogni fine settimana ci sono in programma uscite o laboratori didattici sulla flora o sulla fauna, per adulti o per famiglie che vengono promossi sulla pagina Facebook Parco San Bartolo https://www.facebook.com/parcosanbartolo

Credit photo:  Luigi Angelucci

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Cristiano
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