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Sette regole e luoghi comuni, sulla sosta libera in camper

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Il camper può sostare ovunque? Come comportarsi in sosta libera? Perchè, come e dove fare la sosta libera con il camper.

“Sosta libera o sosta organizzata?” Basta questa frase per alzare i cori da stadio tra camperisti, come se ci fosse una verità assoluta o una ragione maggiore. Ognuno ha una propria idea della vacanza e non esiste il meglio o il peggio, ma la propria soluzione ideale per sèIn sette anni di vita in camper in giro per l’Europa e l’Asia, mi sono fatto un’idea sui comportamenti dei camperisti e sul modo di usare il proprio camper. Ho voluto, nelle prossime righe, riassumente sette regole e luoghi comuni sulla sosta libera in camper.

  1. Ho sempre fatto sosta libera e non mi è mai successo nulla.

Ti è sempre andata bene e ringrazia, perchè sei sempre stato fortunato. Basta una volta per pagarla: un luogo troppo isolato, due malintenzionati o persone che a differenza tua non hanno nulla da perdere, per rischiare. 

Ecco a volte dovremmo pensare se i “20-30 euro di una notte”, valgano di più della nostra famiglia e del nostro camper. Ricordate che la prima regola è posizionarvi vicino ad altri camper per la notte, magari presentandovi in modo da rassicurare i vicini sulla vostra presenza

2. Io sosto in pieno centro città 

Non sono di certo io a dovervi dire che le nostre grandi città, sono piene di micro criminalità e che il camper come la caravan, hanno serratture facilmente aggredibili. Ragion per personalmente evito le soste notturne nelle metropoli e se proprio mi trovo nell’impossibilità o desidero sostare in città, lo faccio vicino a caserme di Pubblica Sicurezza, in strade ben illuminate e pulite.

3. Perchè c’è un divieto di sosta ai camper?

Quando mi trovo davanti ad un divieto di sosta per camper, non so voi, ma a me “sale la scimmia”: pago come un’auto (bollo, assicurazione e revisione), sono immatricolato come un’automobile (M1 sul libretto), porto soldi al Comune e al territorio e mi devo sentire discriminatoSin qui i primi pensieri legittimi, ma che non corrispondono alle esigenze della collettività.

 Il divieto può essere stato messo per motivazioni oggettive (magari la via è troppo stretta, oppure ci sono limiti oggettivi alla circolazione soprattuto il alta stagione), oppure sapete la massima “per colpa di pochi, ci rimettono tutti“. Perché nessuno di noi amerebbe trovarsi lo scarico delle acque nere (cacca e pipì) sotto casa! Quindi le amministrazioni comunali alcune volte su lamentele degli abitanti, si trovano costrette a inserire dei divieti. In tutti i casi, sarebbe opportuno informarsi da un vigile, da un negoziante ad esempio e se proprio si vuole parcheggiare sotto un divieto, ci si assume la responsabiltà di una sanzione e decidere se far ricorso o se pagarla.

3. Con i soldi che spendo nei campeggi, vado fuori a pranzo.

Premesso che ognuno del proprio denaro decide di fare quello che vuole, personalmente preferisco spendere soldi per la mia sicurezza e mangiare nel mio camper, lasciando qualche uscita nell’osteria tipica del luogo dove sono in vacanza. D’altronde non siamo forse noi camperisti, a dire “mangio a casa mia con il camper“.

4. I campeggi sono troppo cari

La scelta del campeggio dipende da diversi fattori: il luogo, la posizione, i servizi offerti e non ultimo persino quale piazzola scegliere. Affermare a priori che un campeggio è troppo caro è come affermare che i camper sono troppo cari, quando sappiamo benissimo che ci sono camper che costano 5.000 euro e altri che ne costano 500.000. Inoltre non dimentichiamo che esistono le aree di sosta, gli agriturismi, gli agricampeggi, le aree camping e persino quelle comunali che hanno costi molto più contenuti. Una sosta libera che ti porta un danno anche solo di due copricerchi, vale ampiamente il costo di una notte in una struttura.

5. Le soste libere sono quelle più belle come paesaggi

Sicuramente una scogliera in Normandia, o un bosco in montagna sono più belle dal punto di vista naturalistico, di una piazzola in campeggio. Ciò nonostante occorrerebbe pensare a due cose: 1) la bellezza del territorio e della natura andrebbe rispettata sia nella sosta libera sia al momento della partenza: non scaricare le acque nere ad esempio o deturpare la flora e fauna 2) Le foto con le tavolate in campeggio, sono quelle che negli anni futuri riguarderete con maggiore affetto, rispetto ad un tramonto, perchè vi ricorderanno gli amici di quell’estate

6. Nessuno può vietare di fermarmi in un Parco Nazionale

Questa è una delle affermazioni più false che si possa fare. In Italia ogni Parco Nazionale vieta il campeggio, non la sosta (parcheggio) diurna. Le motivazioni sono differenti: in primis la sicurezza degli equipaggi a contatto con la flora e fauna. Il rispetto di zone dove gli animali possono muoversi liberamente e ovviamente la pericolosità e divieto di accendere fuochi in modo autonomo. Tutti i Parchi Nazionali hanno un centro di accoglienza dove trovare le cartine geografiche con le indicazioni dei punti sosta, dei rfiugi dove sostare con il camper, le aree attrezzate per la grigliata e ovviamente l’area camper. Vi ricordo che la sosta è differente dal campeggio: nel primo caso il camper è parcheggiato senza finestre aperte o tavoli e sedie davanti, nel secondo caso invece basta una finestra aperta a compasso per poter essere sanzionati. Questa è la norma, poi c’è una grande, grandissima eccezione che si chiama Lockdown. Davanti ad una pandemia, ad un blocco totale della circolazione o ad un’emergenza, si contattano le forze locali e si dimostra di essere completamente autonomi, di rispettare la flora e la fauna locale e si ringrazia della grande ospitalità dimostrata.

7. Ho comprato il camper per essere libero, altrimenti restavo in albergo

E’ la libertà, la chiave di svolta del camperista. Ma questa libertà non si traduce con il comportamento i fare tutto quello che si vuole in ogni angolo del mondo. La libertà è nel fatto che il camper non discrimina, mentre l’uomo si. Puoi essere camperista con un vecchio mansardato da 5.000 euro piuttosto che con un motorhome da 200.000 euro. Ricordate che siete “ospiti” in un territorio e che il semplice fatto che portiate denaro con la vostra vacanza, non vi autorizza ad esempio a gettare l’immondizia ovunque. 

 

Infine mediamente, su 100 giorni di vita in camper o su una vacanza di 20 giorni, il 50% li trascorro in una Struttura e il 50% in sosta libera. 

Personalmente sia per la vacanza, sia per la vita di tutti i giorni, scelgo tra la sosta libera e quella organizzata, in base a diverse varianti: quanti giorni decido di stare su un territorio, quanto mi sento sicuro a soggiornare in quel luogo, se desidero avere dei servizi come la lavanderia, il carico e scarico delle acque, una giornata di relax alle terme. Insomma non sposate mai una scelta a priori, ma valutate bene il momento, il luogo e i compagni di viaggio che avete al seguito.

 

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