La borraccia in alluminio: qualche consiglio

Che sia una moda o una scelta etica, la borraccia in alluminio sta diventando un oggetto cult per il 2020. Ecco qualche consiglio sull’uso e manutenzione.

La borraccia in alluminio, è stato uno degli oggetti più regalati nel Natale 2019. Una moda per molti da portare in borsa, da appoggiare sulla propria scrivania, sull’attrezzo in palestra o semplicemente in auto. Insomma un messaggio inequivocabile di dire stop alla plastica usa e getta. In tutti i casi le borracce di alluminio non solo un’invenzione degli ultimi anni, ma bensì uno degli strumenti usati ai primi anni del secolo scorso dall’esercito e poi sdoganate e adottare nel campeggio e nel tempo libero. Oggi sono diventate uno status, una scelta etica perchè offrono un beneficio misurabile sia in termine di produzione di rifiuti sia di riduzione del carico ambientale legato alla produzione e al trasporto di acqua in bottiglia. L’uso quotidiano è particolarmente indicato quando si consuma abitualmente acqua del rubinetto. In questo caso si riempie più volte la borraccia durante la giornata. Al momento dell’acquisto però occorre valutare bene alcuni parametri e caratteristiche. Ad esempio il diametro del collo (non troppo grande, per bere agevolmente senza sbrodolarsi, ma abbastanza da consentire una buona pulizia), la facilità di apertura (con una o due mani), la possibilità di lavarla in lavastoviglie, se c’è un gancio per appenderla in tenda o allo zaino, il grado di l’ermeticità e il peso considerando che spesso uno se la porta in borse e zaini. Fatta la scelta veniamo all’uso. Le borracce in alluminio hanno un buon rapporto fra costo e durata, ma un uso prolungato può dare all’acqua un cattivo sapore.

Per evitarlo basta fare una costante  pulizia: si può usare uno scovolino di plastica e il normale detersivo per i piatti. Il problema di pulizia, che deriva dal fatto che le pareti interne, anche se ricoperte da uno strato ceramico, presentano irregolarità e increspature che consentono il formarsi e il proliferare di muffe e batteri, si presente in particolar modo se la borraccia la usiamo per tè o succhi. Va pulita subito dopo l’uso, sempre con scovolino e sapone per piatti. Si può anche mettere in lavastoviglie, ma prima si deve controllare sulle istruzioni che sia adatta. Per togliere gli odori che possono formarsi con il tempo, io adotto il rimedio di versare nella borraccia acqua calda e un cucchiaino di bicarbonato; la chiudo, la agito e poi la lascio una notte sul tavolo in dinette chiusa. Al mattino la svuoto e la risciacquo con acqua corrente. Come per la melamina che si pensa sia un prodotto cancerogeno per l’essere umano, quando invece il suo livello cancerogeno deriva solo in percentuali elevate e con temperature sopra gli 80 gradi (insomma preoccupatevi di bruciarvi la trachea con un liquido a 80 gradi piuttosto!), dicevo come per la melamina, anche per l’alluminio negli ultimi anni sono stati sollevati dubbi su l’utilizzo per scopi alimentari. In effetti l’alluminio è un metallo tossico per il nostro organismo, ma le possibilità che si verifichi un trasferimento di particelle dal contenitore agli alimenti si presentano solo in determinate condizioni che non sono quelle di un normale utilizzo della borraccia.

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