Sette giorni in Veneto

Sette giorni per visitare e vivere il Veneto, una delle Regioni più ricche di storia e di tradizione italiana. Partiamo dalle sponde del più grande lago italiano: il Lago di Garda.

Durata sette giorni, da Peschiera del Garda a Totale chilometri percorsi 250

Adatto a tutta la famiglia e gli amanti della buona tavola. Animali ammessi in ogni struttura. Cosa portare: bicicletta, scarpe comode e costume da bagno.  Quando? ideale primavera, estate e autunno

Agganciate la caravan, caricate le bici o lo scooter sul camper e liberate la voglia di viaggiare nel nostro Bel Paese. Questo nuovo appuntamento con “7,14 ,21 giorni” andiamo a scoprire il nord est italiano: il Veneto.  Sette giorni avendo come fulcro di partenza Peschiera del Garda, la sponda veneta del Lago di Garda, percorrere il fiume Mincio, scoprendo le piccole perle come Valeggio e il Parco Sicurtà. Spingersi a est e riempire gli occhi della bellezza delle Ville Palladiane e le città come Schio, Verona, Vicenza e Padova, sino alla romantica Venezia.  

Tappa 1: Peschiera del Garda (VR)

Peschiera del Garda sorge sulla sponda veronese del Lago di Garda. Una piccola cittadina che è il fulcro da cui partire per diverse destinazioni. Un crocevia che unisce il Veneto con la Lombardia, il divertimento per i più piccoli con i parchi acquatici come Gardaland o Caneva WOrd e gli amanti del cicloturismo con 42 km di ciclabile lungo il fiume Mincio. E per gli innamorati, gli eterni romantici Verona e Valeggio sul Mincio sono due mete imperdibili per farvi perdonare un anniversario dimenticato.

Area Camper Peschiera del Garda

Per questa tappa la sosta ideale e all’Area Camper Peschiera del Garda che si trova proprio nell’omonima località. Aperta tutto l’anno, l’area è completamente automatizzata nell’accesso e uscita e dispone di circa 80 piazzole camper tutte attrezzate con allaccio elettrico. Trovare un gruppo di servizi igienici (con WC, docce e lavandini con acqua calda a gettone) e il servizio di carico e scarico delle acque. L’area inoltre è illuminata di notte e d è videosorveglianza. Sono ammessi gli animali e c’è anche il WIFI gratuito. Inoltre potete anche scegliere di sostare solo alcune ore perchè la tariffa è oraria.

COSA FARE E COSA VEDERE IN DUE GIORNI A PESCHIERA DEL GARDA (VR)

 Valeggio sul Mincio e il Parco Sicurtà: il sella lungo il fiume Mincio

Un luogo che sembra quasi essersi fermato nel tempo: un piccolo posto intimo e molto gradevole che ci consentirà di rilassarci al suono del fiume Mincio, ammirando le costruzioni locali, la perizia nel mantenerle e magari gustando gli squisiti sapori locali o dedicarsi ad una bella biciclettata. Questo è Valeggio sul Mincio! Seguite la sponda del fiume Mincio in sella alla bici, direzione Mantova. Arriverete il questo piccolo borgo e sono sicuro che riempirete la memoria del vostro cellulare con fotografie. Dal borgo percorrete (in bici se avete può di fiato, oppure con la bici elettrica) una breve e ripida salita e arrivate al Parco SicurtàOgni periodo dell’anno merita la visita, perché ci sono le diverse fioriture e la natura regala colori e profumi unici. Il parco si può visitare a piedi, in bici oppure con la macchina elettrica. Si può mangiare al suo interno oppure leggersi un libro in santa pace all’ombra di un secolare albero. Il parcheggio del camper proprio davanti all’ingresso in concomitanza con un supermercato.

Parco Natura Viva e Gardaland: divertimento assicurato

Perché non inserire una tappa dedicata ai più piccoli o a chi vuole divertirsi? Una tappa tutta Natura che vi consentirà di vivere un’esperienza nuova, a bordo del vostro veicolo. Vi porto al Parco Natura Viva. All’ingresso trovate  il parcheggio camper (al costo di 5 euro al giorno) e diversi cartelli che vi avvisano e spiegano quelle che sono le norme da rispettare durante la visita. In effetti questo non è uno zoo, ma un vero e proprio Parco che ha l’obiettivo di conservazione specie in estinzione e che ospita creature sì in cattività, ma con una certa forma di libertà. Si avrà così modo di ammirare, tutto sommato da vicino, animali particolari, rari e provenienti da Paesi e Continenti lontani dal nostro. Ad esempio ippopotami, enormi e mastodontici, dal vivo non così rassicuranti come invece ci hanno abituato a pensare. Oppure sarà impossibile non rimanere allibiti davanti al comportamento degli oranghi, così simili a noi nelle movenze e nelle espressioni, nonostante una forma fisica un po’ diversa! Intorno a voi vedrete le altissime e eleganti giraffe, rinoceronti, leoni abituati alla presenza degli uomini e dei motori. Il Parco è possibile visitarlo in due modi e in due sezioni: quello Faunistico che è un percorso pedonale, dove si attraversano i cinque continenti e la sezione Safari, un circuito che si percorre con la propria automobile. Ha un accesso separato, ma sempre parte di Parco Natura Viva. Qui si attraversa l’habitat degli animali africani, rimanendo a bordo della propria auto. Il percorso auto dura all’incirca 40 minuti (dipende dal numero di auto di visitatori presenti) e non comprende punti ristoro. La seconda tappa che vi suggerisco è un classico, Gardaland . E’ il parco divertimenti più famoso d’Italia, ubicato direttamente sul lago di Garda a pochi passi da Peschiera del Garda. Le attrazioni sono un mix tra avventura, sogno e fantasia. Ogni anno si rinnova con nuove giostre, esperienze e attrazioni. Ve ne dico solo alcune che a mio parere non dovete perdervi: Oblivion, Mammut, Raptor, Sequoia Adventure, Space Vertigo, Blue Tornado, Fuga da Atlantide, Magic House, Colorado Boat, Jungle Rapids e I Corsari. Per il camper ovviamente c’è il parcheggio destinato al costo di 10 euro. r i bambini. La magia circonderà i piccoli ospiti che saranno i protagonisti delle avventure del parco. Oltre a questi, li aspettano Peppa Pig Land, Kung Fu Panda Academy, l’area tutta dedicata al buffo e tenero panda campione di arti marziali e anche nella Prezzemolo Land, l’area della mascotte di Gardaland!

Soave (VR) tra medioevo e enogastronomia

Soave rappresenta, all’interno di questo tour del Veneto, la prima delle due cittadelle fortificate che vi propongo: un luogo particolare e suggestivo, ben tenuto ed ospitale, oltre che…interessante anche sotto il profilo enogastronomico! Il Castello e le Mura cittadine sono senz’altro ciò che subito si apprezza arrivando: la loro chiara impronta medievale colpisce inevitabilmente. Il centro ha origini nel lontano 500 e fu fondato dai Longobardi: tante furono le sue vicissitudini storiche, incluso quel lungo periodo di pace dopo che Soave entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Il Castello è certamente una delle visite da non mancare: esso infatti si sviluppa su una superficie di quasi 6000 metri quadrati ed offre diversi interessanti elementi architettonici, oltre a vedute di pregio; il Mastio è la Torre principale, che si erge oltre le varie cerchie di Mura. Da qui, si apprezzano anche le altre Torri, più piccole, che si trovano lungo la cerchia esterna della cittadina: sembrano essere 24 monumenti ad una storia che fu e che oggi, ancora è. Soave è infatti viva e ricca di spunti: la Via Roma vi conquisterà  per la vivacità ed alcuni dei sapori locali, grazie anche a tutti i negozietti che vi si affacciano. Porta Verona da un lato ed il Palazzo di Giustizia ‘chiudono’ (o aprono!) la bellezza di Soave: vi ritroverete a passeggiare tra antichi Palazzi e nobili Piazze, sempre abbracciati da colori, profumi e sensazioni inebrianti! E quando sarà la giusta ora… almeno una degustazione di ottimo vino qui non può certo mancare! Il Soave Doc attende tutti, appassionati e non, così come altri squisiti e prelibati vini della zona. E non dimenticate i percorrere la Strada del Vino Soave (www.stradadelvinosoave.com)

Verona il volto dell’amore 

Innamorati? Verona è la vostra meta! Ideale per la coppia in cui tutto è perfetto: il centro storico con la piazzetta delle Erbe e l’Arena, l’atmosfera cordiale, le botteghe, la cucina e gli ottimi vini. Dal punto di vista storico è un vero scrigno di bellezza: la seconda città italiana per testimonianze intatte risalenti all’epoca romana senza considerare il periodo veneziano. Vi perderete a passeggiare tra i palazzi signorili, marmi lucenti, piazze e piazzette che si aprono una dopo l’altra.  Innanzi tutto vi suggerisco di acquistare la Verona Card: dal sito trovate tutte le informazioni e i costi, nonchè gli ingressi e attività compresi. Iniziate proprio al centro storico, un reticolo fitto di vicoli e piazze in cui sarà facile perdervi. Qui ogni epoca ha lasciato chiari ed evidenti segni, dai primi insediamenti romani passando per l’epoca medioevale, quella della signoria degli Scaligeri, sino ad arrivare alle dominazioni veneziana ed asburgica.  Il cuore è Piazza Brà, simbolo stesso della città, dominata dalla celebre Arena. È un anfiteatro romano del I sec. d.C., oggi più attivo che mai con tantissimi concerti e eventi: non a caso i biglietti vanno letteralmente a ruba. In Arena anche un semplice concerto di musica leggera assume qualcosa di unico di coinvolgente. Sulla piazza si affacciano, Palazzo Barbieri e della Gran Guardia. Proseguite percorrendo Via Mazzini (i veronesi la chiamano “Liston”, simile alla Via Roma di Torino o Via Montenapoleone per via delle boutique presenti) e arriverete all’altro simbolo della città: la Casa di Giulietta  con il balcone, dove leggenda vuole abitasse la nota protagonista dell’opera di Shakespeare. Poco distante a sinistra la Piazza delle Erbe, fate una sosta in uno dei bar sulla piazza e osservate il lento muoversi dei veronesi Hanno un non so ché di nobile, di eleganza. Proseguite passando sotto l’arco della Costa e arriverete in Piazza dei Signori. Qui un tempo regnava il potere e ne testimoniano il palazzo della famiglia Scaglieri, quello del Capitano e le bellissime Arche Scaligere. Spostatevi sul fiume e non perdetevi l’ultimo ponte a sud che collega la città : il ponte fortificato di Castelvecchio. Un eccellente esempio di dominazioni Scaligera.

Dove andare a mangiare. Tre sono i locali che vi suggerisco dove andare a degustare la vera cucina veronese. IL più rinomato e classico Osteria da Ugo, in Vicolo Dietro Sant’Andrea, 1/b, 37121 Verona VR, ma non meno merita Morandin via Venti Settembre, 144. Se poi non siete stanchi fate tappa all’osteria Sottoriva in via Sottoriva, 9/a. Tutti e tre i locali sono tipicamente veronesi, sia nel modo di cucinare sia negli ingredienti. 

 

Cosa mettere in dispensa: fate un bel po’ di spazio perchè i prodotti sono parecchi. Iniziamo dalla soppressa, famosa già ai tempi degli Scaligeri, si tratta di un insaccato morbido di carne suina macinata e condita con sale, pepe, aglio, rosmarino, cannella e chiodi di garofano. Dopo la soppressa e il turno del Riso Nano Vialone IGP, adatto alla cucina scaligera in cui il chicco è resistente alla cottura. Nel 1996 ha avuto il riconoscimento dell’Unione Europea di prodotto a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il terzo prodotto è il Radicchio di Verona che si presenta di due tipi: precoce e tardivo. Si differenziano per il colore delle foglie e la croccantezza.

Tappa 2: Padova 

“Padova città di gran dottori” è il motto con cui viene identificata Padova, per via della sua quotata e apprezzata Università. Proprio per questa sua natura, Padova è un città particolarmente viva e giovane: Una tappa perfetta da vivere in bici o anche a piedi. Vi guiderò a scoprire Montagnana, una delle più belle città murate Montagnana, ma anche a conoscere l’eleganza del centro storico di Padova.

Park Camper Pontevigodarzere a Padova città

Si chiama Park Camper Pontevigodarzere un parcheggio, dotato di 17 piazzole, situato in corrispondenza del capolinea  nord del tram che si raggiunge a piedi. Al capolinea si acquista il biglietto del tram e bastano 20 minuti per raggiungere Prato della Valle e molto meno per concedersi una visita alla Cappella degli Scrovegni o alle piazze del centro. Trai servizi compresi nella sosta c’è l’allaccio elettrico  e il Wi-Fi gratuito. Il costo è giornaliero, ma si può effettuare camper-service a prezzi ridotti. 

 

Padova: la città dei tre “senza”

In modo molto curioso Padova viene definita la città dei tre senza:  il Prato senza Erba, il Santo senza nome e il Caffè senza porte. Il primo è proprio la piazza principale della città Prato della Valle, dove un tempo l’erba faticava a crescere. Il Santo senza nome è Sant’Antonio, dove la Basilica viene chiamata  “il Santo” e infine il Caffè senza porte è lo storico Caffè Padrocchi che sino al 1916 era aperto 24h su 24. Partendo da questi tre senza potete visitare la città, ma non dimenticate che Padova è anche città dei dottori per via della sua quotata Università. E allora, in sella alla bici o a piedi godetevi la città dei tre “senza”.  La prima tappa vi suggerisco  Cappella di Giotto. La Cappella degli Scrovegni racchiude uno dei massimi capolavori della pittura del Trecento italiano ed europeo.  Opera di Giotto dove colore, luce, poesia e pathos si fondo insieme, generando  il senso della natura e della storia. Lasciata la Cappella, spostatevi nel cuore della citta: Prato della Valle e la Basilica del Santo. Uno dei santi più amati del mondo, S.Antonio è il patrono della città e la Basilica del Santo è un  maestoso e complesso edificio religioso iniziato nel 1232, un anno dopo la morte di S.Antonio. L’aspetto esterno della Basilica è un misto di lombardo, toscano e bizantino dove troneggiano orientaleggianti le 8 cupole e i due campanili. Il terzo luogo è il Palazzo Ragione, eretto nel 1218 e sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani, fu fino al 1797 la sede dei tribunali cittadini. Vi consiglio di salire al primo piano e ammirare una delle più grandi sale pensili del mondo, chiamato “Salone” affrescato da un grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico. La quarta tappa, merità una sosta dove riposare: uno spritz o un tramezzino al Caffè Padrocchi. Entrate e immergetevi nell’atmosfera prima dei novecento. Riprendete la visita con l‘Università di Padova. Una delle più antiche del mondo (la seconda in Italia dopo Bologna) divenne sede dell’Università a partire dalla fine del  XV sec. Non fatevi sfuggire l’opportunità di visitare l’interno: il cortile realizzato a metà del ‘500 da Andrea Moroni, mentre eccellenze storiche sono la Sala dei Quaranta, dove si conserva la cattedra di Galileo che insegnò a Padova dal 1592 al 1610. Infine l’Orto botanicoche fu  realizzato nel 1545come “Orto dei Semplici” (piante officinali) della Facoltà di Medicina, fu sistemato dall’arch. Andrea Moroni, oggi è il più antico orto botanico universitario d’Europa e ospita importanti collezioni di piante storiche 

Dove cenare: prima di qualsiasi pranzo e luogo che decidete di scegliere, non perdete l’occasione di assaggiare  lo Spritz, l’aperitivo padovano che iniziò la sua diffusione come cocktail tra gli anni venti e trenta del Novecento quando al vino “spruzzato” con acqua frizzante e/o seltz si pensò di aggiungere l’Aperol della ditta padovana dei Fratelli Barbieri. Fu presentato nel 1919 alla prima fiera campionaria d’Italia, quella di Padova e da quel momento è diventato simbolo.  Vi suggerisco due luoghi dove bere il classico Spritz: il Bar Zanellato in via dei fabbri 22, con una vasta scelta di Spritz: ce ne sono per tutti i gusti e colori. Il secondo che vi suggerisco è Osteria Barabba in via Vicenza 47. Qui l’aperitivo ogni mercoledì e venerdì è fatto di primi caldi,  secondi di carne, insomma una cena.

Montagnana: la città murata

Ecco un’altra città murata, forse quella della quale la cinta muraria si è meglio conservata. Per visitarla vi suggerisco di consultare prima  il sito www.visitmontagnana.it dove potete trovare gli eventi e la storia della città. L’intera area di Montagnana, fu abitata già dal lontano IV secolo a.C., ma si deve attendere l’epoca romana per ritrovare “tracce” importanti, in buona parte oggi visitabili presso il locale Museo Civico, che vi consiglio di non perdere. L’altezza imponente delle Mura la si deve alla posizione, altamente strategica, che Montagnana ha occupato da sempre: una priorità era la salvezza, e la sicurezza, del centro abitato. Quattro sono le porte della città, 24 le sue Torri a pianta esagonale: 1950 sono i metri lungo i quali è sviluppata la cinta muraria e questi sono numero che difficilmente lasciano indifferenti! Se osservate bene le Mura, noterete che non ci sono quasi intarsi o parti in legno: ciò è dovuto proprio al pericolo di incendi e di assalti, per cui sempre a scopo difensivo venivano scelti i materiali ritenuti più solidi, sicuri e duraturi nel tempo. Passando per Porta Vicenza entrate nel centro, notando da subito la particolare architettura delle casette, in stile ottocentesco: la Rocca degli Alberi sarà ben visibile, con il suo Mastio, un insieme che ben spiega come questo sia uno dei migliori esempi di complessi fortificati meglio conservati in tutta Europa. Raggiunta Piazza Maggiore, spazio principale della cittadina, saremo nel suo cuore della città con il suo Duomo un raro esempio di coordinazione perfetta di dettagli, i materiali, scelte cromatiche e decori. Proseguite la visita ammirando i Palazzi Valeri, il Monte della Pietà e Castel San Zeno che ospita il Museo Antonio Giacomelli.

Dove cenare: Vi suggerisco Osteria dei Due Draghi a Montagnana e di cenare nella suggestiva cantina del 500. Non fatevi scappare l’affettato e lo schizzotto, specialità di Montagnana

Tappa 3: Venezia

L’ultima tappa spetta ad una delle città più famose e imitate al mondo: Venezia. Copiata spudoratamente in molti quartieri di metropoli mondiali, l’originale però è solo la “nostra Venezia”, costruita su 118 isolette. Immortalata da tanti pittori come Cataletto, Guardi, Turner e tanti altri pittori, Venezia possiede inoltre una delle maggiori concentrazioni di capolavori al mondo: dalla cattedrale di Torcello alla Chiesa di Santa Maria della Salute, da San Marco al Palazzo Ducale.

Camping Rialto

Aperto da aprile a novembre, vi suggerisco di pernottare con il camper, caravan, tenda o in bungalow presso il Camping Rialto. Situato a soli 8 km dal centro di Venezia è collegato con l’autobus (proprio davanti all’ingresso) con la città lagunare. Dieci 10 minuti di autobus per raggiungere il centro a soli 3.00 euro per persona per un biglietto di andata e ritorno. Il Camping Rialto ha 88 piazzole su terreno piano ed erboso, la maggior parte ombreggiate da vegetazione naturale, adatte per camper, caravan e auto o tende di qualsiasi dimensione. Potete anche vivere il Glamping grazie alle Mobile Home, Chalet e Bungalow Tent. Tra i numerosi servizi a disposizione ci sono bar con ‘terrazza’ che si affaccia sul curato giardino del campeggio e il ristorante/pizzeria Burano.

Venezia: unica e magica

Partendo da Camping Rialto in 10 minuti con l’autobus arrivate alla partenza del battello stazione  Tronchetto Parking. La prima tappa è la piazza più famosa della città: Piazza San Marco. Qui vedrete degli edifici straordinari, come la Basilica di San Marco , il Palazzo Ducale o il Campanile da cui ammirare la splendida vista sulla città. Dopo aver attraversato Piazza San Marco, proseguite e raggiungere il Ponte di Rialto: siete a passeggiare sul più antico e incantevole ponte di Venezia. Vi consiglio di perdervi nelle stradine, che costeggiano i canali, i piccoli ponti che li attraversano, perchè la magia di Venezia è questaSarete giunti quasi all’ora di cena e  prima vi suggerisco, come aperitivo uno Spritz. E’ l’apertivo DOC del veneziani, ma dove se non in un “bacaro“, in piena tradizione veneziana? I bacari (piccole osterie) sono il cuore dell’aperitivo a Venezia, che spesso si prolunga fino a tarda sera e li riconoscerete dalla gente rilassata che chiacchiera lì di fronte sorseggiando un bicchiere di vino o appunto uno spritz. Di bacari se ne trovano quasi in ogni campo della città, soprattutto nelle zone più “popolari” come Cannaregio. Sempre in tema di buona tavola, Campo Santa Margherita è ideale per mangiarsi un un buon trancio di pizza ad un prezzo imbattibile oppure un’ottima cena all’Osteria da Alberto (Calle Giacinto Gallina, 5401, 30121 Cannaregio). Il giorno successivo fate un salto alle  Gallerie dell’Accademia, uno dei musei più grandi del mondo e poii raggiungerete l’imponente Basilica di Santa Maria della Salute, ma a questo punto non potete dire di aver visto Venezia, senza aver visto almeno un paio delle sue isole, quelle che compongono l’arcipelago della sua laguna . Il modo migliore per avventurarsi nella laguna, quest’ampia distesa di acqua e di terre semi-emerse, è viaggiare a bordo di imbarcazioni ecosostenibili organizzando un tour. Ma si può anche scegliere di navigare su un colorato bragozzo, la tipica barca da pesca veneziana. L’importante è godervi il silenzio, i colori e il profumo del mare. Sono circa una cinquantina le isole della laguna di Venezia e più della metà si trova nella parte settentrionale. Murano, celebre per le fornaci e gli atelier di vetro soffiato, Burano, isola di pescatori dalle tipiche case colorate, Torcello, amata da Hemingway, con la sua millenaria basilica, sono le più famose, ma ce ne sono tante isole meno conosciute come Certosa, Vignole, Sant’Andrea ad esempio, ma forse proprio per questo più ricche di fascino. Vi accorgerete che due giorni sono davvero pochi per vivere Venezia e la sua laguna e allora prolungherete la vostra tappa, oppure programmerete un altro weekend, magari a febbraio, quando si svolge lo spettacolare Carnevale di Venezia.

Le ville Palladiane da Venezia, in barca,in camper  in bici o in camper 

Le Ville Palladiane sono uno degli itinerari che si possono vivere ogni anno, da marzo a ottobre, sia in sella della bici sia in barca. Io vi suggerisco l’escursione con minicrociere in battello con visita guidata, che navigano sulla Riviera del Brenta, da Padova in direzione di Venezia e viceversa, lungo le vie degli antichi burchielli veneziani del ‘700. Il Burchiello era una tipica imbarcazione veneziana per trasporto passeggeri, con una grande cabina in legno, con tre o quattro balconi. La barca era finemente lavorata e decorata e veniva usata dai ceti veneziani più facoltosi per raggiungere loro Ville in campagna. Oggi sono il Burchiello è diventato un servizio di linea dotato di ogni confort: comodi divani, ponte panoramico, aria condizionata, bar e servizi igienici. Se invece volete avventurarvi con l’auto vi consiglio di partire da Vigonovo, in località Parco Sarmazza e di proseguire lungo l’argine sterrato in direzione di Strà. Di fronte trovate “le chiuse”, sistema che permette alle imbarcazioni di entrare nel Naviglio Brenta. Attraversate il ponte e proseguite sino fino a San Pietro di Strà dove troverete Villa Foscarini Rossi e Villa Pisani. Proseguite la strada in direzione di  San Pietro e davanti a voi appariranno altre maestose Ville Venete: Villa Loredan e La Barbariga, Villa Benzi. Questo percorso potete anche farmo il sella alla bicicletta, magari con il pranzo al sacco. Proseguite in direzione di Dolo, dove  vi consiglio di vistare il Duomo con il campanile più alto della Riviera del Brenta (Mt.82) e Villa Ferretti Angeli con il parco pubblico dove si può sostare. In alternativa a circa un paio di chilometri trovate, Villa Badoer-Fattoretto dove si può sostare. Riprendete il viaggio, percorrendo l’argine del fiume arrivando a Mira,  dove sulla destra del Naviglio si passa a fianco l’antica fabbrica della Mira Lanza, ma lo  sguardo sarà catturato da Villa Valmarana che è visitabile.  Lasciata la Villa, proseguite diritti attraversando il borgo di Riviera San Pietro fino a raggiungere uno dei tanti ponti girevoli. Il sistema di ponti girevoli è una delle peculiarità della Riviera del Brenta, perché permettono il passaggio delle imbarcazioni. Proseguite attraversando la statale chiamata Romea ed entrate a Malcontenta, fino a arrivare all’ultima villa di questo percorso : Villa Foscari – La Malcontenta

 

 

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