Sette giorni in Toscana

Un itinerario che si articola in 200 chilometri percorsi sulla costa e all’interno della Toscana. Si inizia da Carrara, per attraversare le colline pisane, scivolare sulla costa Etrusca, sino alla Maremma. Quattro tappe che uniscono storia, enogastronomia, sport e divertimento.

Durata : 7 giorni, da Carrara a Grosseto 

Km percorsi: 350

Adatto a tutta la famiglia e gli amanti della buona tavola.

Animali ammessi in ogni struttura

Cosa portare: bicicletta, scarpe comode e costume da bagno

Quando? ideale primavera, estate e autunno

Agganciate la caravan, caricate le bici o lo scooter sul camper, liberate la dispensa perchè avrete tanto da scoprire in questo itinerario che dura sette giorni in Toscana. Ogni tappa ha indicato dove fermarsi con la caravan o il camper, dove mangiare, dove trovare un accessorio per la veranda o un meccanico per un guasto, cosa acquistare e cosa fare nel tempo libero. Tutto ciò che ho vissuto e provato in prima persona, ve lo racconto e suggerisco.

Tappa 1: CARRARA E IL MARMO

Carrara si trova in posizione strategica ideale per visitare le Cinque Terre, ma soprattutto il suo territorio si estende dalle Alpi Apuane fino al mar Tirreno. Questo significa che in pochi chilometri passate dalle vette delle montagne di marmo (Alpi Apuane), attraverso le colline dei vigneti del Candia DOC, fino alle spiagge sabbiose che si affacciano sul mar Tirreno. Ubicata nella parte settentrionale della Toscana è strategicamente comoda per visitare una delle mete turistiche più famose: le Cinque Terre. Cosa rende unica Carrara? Il fatto che tutta la città (case, palazzi, chiese, arredi urbani, portali, marciapiedi, finestre e balconi) è completamente realizzata in marmo, in famoso “marmo di carrara”.

Dove sostare con il camper o la caravan: Area sosta Time Break Ets. Ideale per tutta la famiglia, l’area di sosta Time Break Ets è aperta tutto l’anno e si trova a Marina di Massa. La spiaggia e i beni di prima necessità distano a 500 metri e si raggiungono facilmente a piedi, mentre il porto da cui partono i collegamenti per le Cinque Terre è servito con il servizio privato di navetta. L’area dispone di 25 ampie piazzole, pianeggianti, attrezzate di corrente elettrica, acqua e adatte a caravan e camper. Inoltre a disposizione degli ospiti, ci sono servizi igienici completi sia con docce interne calde sia esterne per il periodo estivo, l’area lavanderia con gettoni, la zona barbecue, il bar e due grandi sale ad uso comune, riscaldate durante in periodo invernale. Per il periodo estivo c’è la piscina adatta anche ai disabili e per chi è amante dello sport c’è l’area di beach volley e un percorso con attrezzi di fitness adiacente alla reception. All’ingresso dell’area si trova una ferramenta, dove è possibile anche acquistare le bombole gas per la caravan o camper. Per chi vuole sostare senza alcun veicolo, all’interno dell’area Time Break Ets, ci sono anche due Caravan in grado di ospitare 4 persone cadauna e sempre nell’area, sono i benvenuti gli amici a quattro zampe. Per ogni ulteriore informazione e maggiori dettagli visitare la pagina https://www.facebook.com/timebreakets/ 

COSA VEDERE E COSA FARE DUE GIORNI A CARRARA

Visita alle Cave di Marmo: le cave di marmo sono qualcosa di unico ed imperdibile circondati da altissime, bianche e lucenti montagne di marmo. Sono considerate il più grande bacino marmifero del mondo, che snoda tra le tre principali valli: Colonnata, Miseglia e Torano. Da queste cave gli antichi Romani ricostruirono Roma, con la stessa pietra bianca e lucente hanno fatto statue e monumenti in tutto l’impero Romano. Lo stesso marmo lo trovate in tutti i più importanti musei, palazzi, chiese d’Italia, scolpito e lavorato dai più grandi artisti della storia: Donatello, Michelangelo, Bernini, e da molti altri artisti e architetti fino ai giorni nostri. Per visitarle è sufficiente chiedere alla reception dell’area camper Time Break e concordare il tour con orari e tappe più comodi. Durante è possibile vedere gli scultori al lavoro mentre creano le loro opere con mazzuolo e scalpello, e saperne di più a riguardo delle tecniche impiegate per “…liberare la figura che si trova all’interno del blocco…”.

Le Cinque Terre viste dal mare: con il servizio navetta privato dall’area Time Break Ets, raggiungete la Marina di Carrara e da li, con il battello iniziate la giornata per visitare le Cinque Terre. Godrete dello spettacolo di approdare dal mare nel piccolo golfo Riomaggiore, di perdervi nei vicoli di Manarola, Corniglia, Vernazza e sino all’ultima delle cinque, Monterosso. A Riomaggiore inizia la celebre via dell’Amore, un percorso scavato nella roccia che conduce a Manarola. Il sentiero è veramente meraviglioso: camminerete a stretto contatto con la natura e potrete ascoltare distintamente il rumore delle onde che si abbattono sugli scogli. I colori del mare e delle case arroccate sulla costa riempiranno la memoria fotografica del vostro smartphone. Per raggiungere Corniglia invece dovete avere buone gambe perché è necessario salire la Lardarina, una scalinata di mattoni, ben 33 rampe con 377 gradini, oppure attraversare una strada carrozzabile che dalla ferrovia porta fino al paese. In tutti i casi ogni fatica sarà ripagata dai paesaggi e dallo spettacolo della natura circostante. Se poi non volete tornare dal mare, potete acquistare il biglietto del treno con destinazione Carrara e concordare con la reception dell’Area Time break Ets,  il rientro da terra con la navetta privata dalla stazione ferroviaria di Carrara.

Per pranzare vi suggerisco questi tre balconi naturaliVernazza WineExperience tel. 3313433801 Via S. Giovanni Battista 37 a 19108 Vernazza ; Manarola la splendida terrazza Nessun dorma Cinque Terre tel. 3408884133 Località Punta Bonfiglio 19017 Manarola; Monterosso il ristorante L’ancora della Tortuga +39  0187 800065  Salita Cappuccini, 4 19016 – Monterosso Al Mare 

Carrara in sella: 3 ciclovie per la famiglia. La provincia di Carrara, nasconde una rete di ciclovie davvero molto interessanti, da vivere con tutta la famiglia. Tra tutte le prossime tre sono quelle adatte a tutta la famiglia e per ogni tipo di bicicletta, l’importante è attrezzarsi di un paio di borse dove riporre una bottiglia di acqua, un piccolo kit di pronto soccorso (cerotti, garze e disinfettante) e una giacca anti vento per difendersi dal vento nelle discese. Il primo percorso, le colline di Candia, è lungo circa 15 km e con un dislivello leggero non impegnativo. La strada è un misto tra asfalto e sterrato, con partenza da piazza Aranci, proseguendo per largo Matteotti e poi per via Pacinotti e girando successivamente in Viale Trieste. Proseguite poi per via Foce giunti in località Mirteto e qui seguite l’indicazione per Pieve di San Vitale.  Procedete per l’omonima strada e arrivate in piazza della Libertà svoltate a sinistra e poi a destra sino a via Ponte del Vescovo . Attenzione perché a questo punto ci sarà un impegnativa arrampicata iniziale, ma state tranquilli perchè poi avrete 3 km in modo più tranquillo fino ad arrivare a un ristorante. Prendete fiato per un altro km prima di arrivare alla strada bianca per poi raggiungere via Foce. Il secondo itinerario merita per la bellezza naturalistica che offre. Si sviluppa con un percorso di 16 km su una strada mista tra asfalto e sterrato ed è assolutamente facile da percorrere. Si parte dal porticciolo di Cinquale e si risale lungo il fiume omonimo. Superato il cavalcavia dell’autostrada giunti in via Bregoscia si svolta a sinistra all’incrocio con la viale Marina.  Seguite le indicazioni fino alla località Arenella per procedere in direzione del Lago di Porta. Arrivati a Casina Mattioli si imbatterete in edificio rurale di colore rosa acceso. Qui inizia il circuito ad anello di 4 km del Lago di Porta che si svolge in parte sugli argini e in parte sullo sterrato attraversando canneti, prati e corsi d’acqua. Il percorso è segnalato con pannelli informativi che descrivono gli aspetti peculiari dell’area protetta. Tornate al semaforo di Renella e svoltate a destra e si procede in direzione Montignoso. Superate l’incrocio sull’Aurelia in direzione Montignoso e nei pressi del cimitero prendete a destra in direzione del Castello Aghinolfi. Giunti al ponte in località Prato svoltate a destra risalendo le via collinare arrivate ai piedi del castello e svoltate a sinistra. Imboccate la via Guadagni e all’incrocio con la via della Resistenza girate a sinistra per tornare di nuovo a Cinquale. Il terzo itinerario un po’ più impegnativo rispetto agli altri sì snoda all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano a una distanza ha una lunghezza circa di 37 km con un dislivello piuttosto impegnativo pertanto vi consiglio di utilizzare mountain bike con dei buoni rapporti del cambio e soprattutto di avere buone gambe. Oppure una bicicletta con pedalata assistita. Il dislivello di quasi un chilometro parte da Pontremoli imboccando la statale 62 della Cisa in direzione Parma. Si raggiunge l’abitato di Mignegno e da qui la strada inizia a salire fino al bivio della statale 42 del Passo del Cirone. A questo punto inizia un tratto di saliscendi fino a località Molinello sino arrivare al bivio per Logarghena.  La strada diventa sterrata e inizia a salire per circa 4 chilometri sino al bivio del Rifugio Enrico Mattei. Svoltate a sinistra per raggiungere poi il rifugio da cui si può godere un bellissimo panorama montano.  Ripercorrete poi il percorso al contrario sono ad incrociare la strada asfaltata per poi tornare alla partenza.

Cosa mettere nella dispensa del camper o della caravan. E’ d’obbligo fare un salto a Colonnata, un piccolo paese circondato da imponenti montagne di marmo, lo stesso materiale che vene utilizzato dal 1500 anni, per la stagionatura del famoso lardo di Colonnata (presidio Slow Food). Dal marmo, infatti, si ricavano le conche in cui vengono riposte, a strati alterni, le falde di lardo suino e la salata con gli aromi: pepe, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, salvia e rosmarino. La vasca piena viene coperta, controllata periodicamente e poi riaperta circa 6-10 mesi più tardi a stagionatura ultimata. Il lardo viene servito come antipasto, sopra la pizza o una bruschetta oppure dentro ad un panino. In paese trovate molte larderie, dove acquistare il lardo oppure fare merenda con vini e prodotti locali come per esempio il Pane di Marocca fatto con le castagne

Cosa ordinare a tavola. Nonostante la presenza del mare, la cucina si è sviluppata per soddisfare la tavola dei lavoratori alle cave. Si usano prodotti agricoli carne di animali da cortile e maiale, ma i veri piatti da non perdere sono i tordelli (ripieni di carne o spinaci e ricotta), lasagne stordellate, baccalà al forno o marinato, i muscoli (le cozze) ripieni, funghi porcini che sono presenti nelle foreste di castagni e il castagnaccio con la ricotta. Il dolce tradizionale di Carrara è la torta di riso: latte, uova, ed un poco di riso. Per una merenda non mancate di provare la focaccia locale con dentro la “calda calda” che sarebbe la farinata genovese oppure la cecina che si fa in alcune zona della costa toscana. In tutto innaffiatelo con i bianchi e i rossi che vengono prodotti sui Colli di Candia e Luni.

Tappa 2 (60 km): PISA  e LUCCA

I due capoluoghi di provincia Pisa e Lucca distano pochi chilometri l’uno dall’altro e sono la seconda tappa di questo itinerario. Pisa famosa per la sua Torre e la Piazza dei Miracoli con il Battistero, Lucca per il cuore storico circondato dalle mura. Ma le due provincie sono ricche di storia, cultura ed enogastronomia da scoprire con tutta la famiglia

Dove sostare con la caravan, la tenda o il camper. Sosta ideale è l’Agricampeggio La Valle a 7 km da Lucca e 5 da Pisa. L’agricampeggio è situato nel cuore della Toscana, ai piedi dei Monti Pisani e si estende su di un terreno di 3000 mq suddiviso in terrazze per camper, caravan e tende. Ciò che conquista è la cura per il dettaglio e le soluzioni adottate. Innanzi tutto, le strutture sono realizzate rispettando la natura: la piscina è in pietra locale, i piatti delle docce sono fatti di pietre di fiume e il casolare dove si trovano, servizi, aree comuni e reception è costruito con pietra, legno e riducendo al minimo ogni presenza di plastica. In piena armonia e rispetto dell’ambiente e del vincolo paesaggistico. Ci sono attenzioni e dettagli, come l’allaccio elettrico e idrico anche alle piazzole delle tende, oppure la zona comune completa di 2 frigoriferi, tv e 2 forni micro-onde, che garantiscono una vacanza davvero confortevole. Non ci credete ancora? Allora provate a pensare che in una zona dell’area c’è un piccolo bosco, dove nel periodo estivo vengono istallare una dozzina di amache bianche, a disposizione di chi vuole godersi un po’ di frescura o di relax. Nulla ha un prezzo extra, nemmeno la lavatrice e stireria che possono essere utilizzate senza alcun gettone. E se amate le terme a pochissimi chilometri ci sono le terme di San Giuliano convenzionate con l’Agricampeggio.

COSA VEDERE E DOVE ANDARE DUE GIORNI A PISA E LUCCA

Museo di Storia Naturale di Calci e la Certosa. Uno dei più antichi al mondo, il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa  nacque alla fine del XVI secolo come “Galleria” annessa al Giardino dei Semplici di Pisa (l’attuale Orto Botanico). Dalla fine degli anni Settanta, ha sede presso la suggestiva Certosa di Pisa a Calci, un edificio trecentesco immerso nella quiete e tranquillità che, anni or sono, guidò i monaci certosini in quest’area. Il nome “certosa” sta per monastero certosino e prende origine dalle Prealpi della Charteuse in Francia, dove venne fondato il primo monastero dell’ordine certosino, il monastero della Grande Chartreuse. Per poter visitare la Certosa, è necessario prenotare il tour guidato con le guide . All’interno camminando sotto l’atrio coperto, vi troverete dinanzi alla facciata della chiesa del 17° secolo in marmo bianco, con un’imponente entrata principale, sovrastata dalla figura della Vergine Maria. All’interno della Certosa vivevano 15 padri (o monaci) ed il loro lavoro ruotava tutto intorno alla vita certosina: contemplazione e preghiera, con un’enfasi particolare sulla solitudine ed il silenzio. Mentre loro erano impegnati a pregare, vi erano 65 custodi (o fratelli laici) che si occupavano della gestione quotidiana e l’economia domestica della certosa come coltivare il cibo, cucinare, pulire, interagire con la gente del posto. La visita vi condurrà alla scoperta di diverse delle cappelle situate all’interno della struttura principale, alcune delle quali sono state sottoposte a ristrutturazione proprio di recente. Il refettorio era una stanza ampia con affreschi su tutte e quattro le pareti, tra cui un Cenacolo di Bernardino Poccetti (1597) ed altri due che attestano il mecenatismo del Granduca e di sua moglie. Finito l’aspetto religioso del monastero, proseguirete con l’appartamento e le camere del Granduca, in particolare la Foresteria Granducale. L’ultima tappa del tour è l’antica farmacia, una delle fonti di reddito principale dei monaci. La farmacia è stata aperta e funzionale fino a pochi anni fa. Terminata la visita alla Certosa, attraversate l’ingresso principale e dirigetevi al Museo di Storia Naturale. Ricchissimo e molto ben organizzato negli spazi, vi troverete davanti a minerali, animali di ogni tipo, scheletri, fossili e per i piccoli la possibilità di sperimentare e osservare l’evolversi del pianeta attraverso le ere e i secoli. Considerate che molte delle esposizioni recenti sono sia in italiano che in inglese, il che rende il museo un’esperienza appagante per tutte le età. Per pranzare vi suggerisco di portarvi qualcosa da mangiare al volo o per fare un pic nic nell’oliveto davanti al museo: gli alberi secolari sono davvero spettacolari. In alternativa, potete usare il biglietto del museo per ottenere uno sconto presso uno dei ristoranti in città. Chiedete aiuto allo staff che ha una lista dei luoghi convenzionati non appena arrivate alla certosa.

Pisa e Lucca. Per visitare entrambe le città, vi suggeriamo, chiedendo gli orari e indicazioni alla reception dell’Agricampeggio La Valle, di raggiungere la stazione ferroviaria Ripafratta e con il treno in pochi minuti di arriva a Pisa o a Lucca. Pisa, antica Repubblica Marina, città natale di Galileo Galilei è conosciuta come la città della Torre pendente: la particolare inclinazione di questo monumento, infatti, l’ha resa famosa in tutto il mondo.  Pisa è una città da visitare e vivere a piedi o in bicicletta. Partendo dalla piazza della stazione, si intravede Piazza Vittorio Emanuele, il fulcro amministrativo della città, dove una serie di palazzi storici si affacciano su questa piazza di forma quasi anfiteatrale e dal perimetro quasi completamente caratterizzato da loggiati pieni di negozi e percorribili a piedi. Da proseguite verso la via più famosa della città, Corso Italia che è affollata di negozi di ogni genere, l’ideale per chi amara fare shopping. Dopo aver oltrepassato Piazza del Carmine e Piazza della Pera, giungiamo alle celebri Logge dei Banchi all’imbocco del Ponte di Mezzo sul fiume Arno. Proseguite verso Lungarno Galilei (si chiamano lungarni di Pisa, perché costeggiano il fiume Arno) passando per Palazzo Lanfranchi, troviamo la Chiesa di San Sepolcro dalla curiosa pianta ottagonale, nata con lo scopo di chiesa, rifugio, ospedale e convento e dedicata ai templari. Pochi altri passi e arrivate al caratteristico Borgo Stretto, una stradina di origine medievale con una serie di loggiati, antichi negozi e botteghe. Vi sembrerà di fare un tuffo nel passato: una strada storica che conserva ancora intatta l’atmosfera dei tempi passati. Da qui la Piazza dei Cavalieri si trova davvero a breve distanza: si tratta della piazza dove ha sede la prestigiosa università Scuola Normale di Pisa, oltre che al Palazzo dell’Orologio, quello con le due torri, di cui una resa famosa da Dante nella sua Divina Commedia, la Torre della Fame. Qui, infatti, come recita l’opera dantesca, venne imprigionato e morì – di fame, appunto – il conte Ugolino della Gherardesca insieme ai suoi figli e nipoti. Dieci minuti a piedi e sarete nella famosa Piazza dei Miracoli, passando per via Santa Maria attraverso la facoltà di Lingue e Letterature straniere e la Scuola per Interpreti e Traduttori. La piazza ospita la Torre pendente, il Battistero, il Duomo ed il Camposanto (a rappresentare il ciclo della vita – nascita, vita, morte). Il Duomo di Pisa è uno splendido esempio di romanico pisano la cui facciata è in marmo grigio e bianco, decorata con marmi policromi a differenza dell’interno, dove prevalgono marmi neri e bianchi. Il suo campanile (la famosa Torre “che pende, che pende e mai cadrà”), uno dei più rinomati al mondo, alto circa 50 metri ha una caratteristica pendenza che può esser definita senza ombra di dubbio unica al mondo, dovuta ad un cedimento del terreno riscontrato già ai tempi della sua costruzione. Per visitarla occorre prenotare il biglietto . Rivale storica di Pisa è Lucca, tanto da avere come detto “meglio un morto in casa che un pisano sull’uscio della porta”, una delle città italiane con il cuore storico meglio conservato; passeggiare nelle sue stradine strette o ancora meglio sulle sue rinomate mura, è un po’ come ritornare indietro ai tempi del Medioevo, quando Lucca riuscì a sconfiggere la potenza militare della vicina città di Firenze, diventando una città indipendente. Da sempre la città di Lucca è chiamata la città delle cento chiese, proprio grazie al gran numero di edifici religiosi. Infatti oltre alle chiese ufficiali, ogni palazzo signorile ha la sua cappella privata. La città è molto tranquilla e molto green-friendly con piste ciclabili ovunque. La più bella è quella che percorre parte delle MuraQuest’ultime sono sicuramente la cosa più importante o comunque il simbolo della città riconosciuto per la sua particolarità anche a livello mondiale. Le Mura edificate nel Cinquecento anno in cui sono state edificate su un progetto di Alessandro Farnese, si sono conservate integre fino a oggi. Racchiudono e “difendono” egregiamente il centro di Lucca e dall’ottocento sono state trasformate a parco urbano pubblico: quattro chilometri dove poter passeggiare e godersi l’ombra degli alberi secolari! Visibili dalle Mura, ci sono la Torre Guinigi, la famosa torre alberata costruita intorno al 1390 dalla potente famiglia lucchese dei Guinigi, e la Torre delle Ore risalente al periodo medievale volute entrambe dal consiglio comunale della città. Godetevi lo spettacolo al tramonto da una delle torri. Il secondo simbolo della città è la Piazza Anfiteatro, definita una delle più belle piazze italiane. Costruita a partire dal 1830 dall’Architetto Nottolini, riprende l’antico tracciato dell’anfiteatro romano. L’armonia di Piazza Anfiteatro è dovuta al fatto non ci sono grandi aperture: infatti l’accesso alla piazza, avviene da quattro piccole porte a volta e questo le dà l’aspetto di una piazza chiusa.  Dove mangiare a Lucca? Vi suggeriamo  la Vecchia Trattoria Buralli in Piazza Sant’Agostino, un ambiente rustico, titolari molto simpatici e con cucina tipica lucchese. Oppure la trattoria  Canuleia  nella omonima traversa di Via Nuova. A due passi da Piazza dell’Anfieteatro, trovate anche piatti senza glutine.

Se avete un guasto con il camper o cercate un accessorio per la vacanzaCaravanbacci Srl Via Galileo Galilei, 2 – Loc. Lavoria – 56042 Crespina (PI)
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Dove noleggiare la bicicletta a Pisa: Smile&ride Via Pietro Mascagni, 13, 56125 Pisa tel 3755617631. Trovate molti itinerai da percorrere adatti a tutta la famiglia, tutti le tipologie di biciclette e gli accessori per il tempo libero. Inoltre potete anche richiedere un servizio di guida per visitare la città e il territorio circostante.

Cosa mettere nel cassetto del camper o della caravan: se siete religiosi a Lucca vi suggeriamo ci acquistare un copia della Santa Croce, mentre a Pisa non potete farvi sfuggire uno dei simboli più conosciuti dell’Italia: la Torre. In ogni forma, colore e misura…anche a prova di cassetto o vano della caravan o camper.

Cosa ordinare a tavola. Nel periodo invernale il Bordatino alla pisana, un antico piatto di bordo che si contende tra la tradizione pisana e quella livornese. Si tratta di una minestra, un piatto della cucina povera realizzato con passata di fagioli, cavolo nero e farina gialla (e talvolta cotenne, prosciutto o lardo). In ogni stagione la Pappa al pomodoro, un piatto povero di origine contadina, tipicamente toscano, preparato con pane raffermo, pomodori, basilico, aglio, salvia, cipolla vernina e olio extravergine di oliva. Spaghetti con le arselle, ovvero pesce delle acque del Gombo o del Serchio, sono una vera specialità pisana. A Lucca invece non fatevi sfuggire il Pane di Patate: soffice e fragrante che si trova solo a Lucca ed in Garfagnana, dove origina. L’umidità della patata lo conserva per molti giorni. Sempre a Lucca, la Torta co’ becchi (chiamata così per la decorazione dei bordi a forma di becchi) è una vera delizia. Se ne trovano in giro di vari tipi, con cioccolata, pere o more ma la versione da non perdere per la sua originalità è quella “cogli erbi” ovvero le bietole o se si è fortunati con le erbe selvatiche

Tappa 3 (120 km) : Bibbona, Alta Val di Cecina, Volterra e San Gimignano. Con la terza tappa, scivolate sulla Costa degli Etruschi e spingendovi nell’alta Val di Cecina. Sarete molto combattuti tra indossare il costume e godervi le spiagge di sabbia o di roccia oppure allacciare le scarpe da ginnastica e scoprire i piccoli borghi storici. Di certo, il punto base strategico per visitare il territorio è Bibbona presso l’Agricampeggio Nonna Stella

Dove sostare con il camper o la caravan : per questa tappa, vi suggerisco l’Agricampeggio Nonna Stella situato a Bibbona (Li), aperto tutto l’anno è una struttura ideale per le famiglie di camperisti e campeggiatori che vogliono trascorrere le vacanze in campagna, a poca distanza dalla Costa degli Etruschi. Le piazzole sono tutte attrezzate con energia elettrica e colonnina dell’acqua potabile. L’agriturismo oltre ad accettare gli animali gratuitamente, offre diversi servizi  a disposizione sempre gratuitamente: piscina con solarium, piscina baby, campo da calcetto, campo da bocce, campo da volley, parco giochi, bagni (anche per disabili), wifi, locale lavaggio stoviglie e lavaggio biancheria, una piccola cucina a gas, lavatrice a gettoni, due frigoriferi comuni e un piccolo bar/spaccio dove si possono acquistare i prodotti della terra come olio extra vergine di oliva, confetture extra di frutta, frutta e verdura. All’interno dell’agriturismo c’è anche una zona dedicata al Glamping dove è possibile affittare anche le maxitende o i bungalow. Inoltre a pochi passi dalle piazzole, è possibile raccogliere direttamente e gratuitamente dall’orto i prodotti di stagione disponibili come frutta, verdura e ortaggi per il consumo familiare in loco.

COSA VEDERE E DOVE ANDARE DUE GIORNI NEL CUORE DELLA TOSCANA 

In sella a Bibbona e Castagneto Carducci. Incastonata in un ambiente naturale, di rara bellezza, Bibbona ha il fascino dell’antico borgo medievale, immerso nel verde dei boschi e della campagna. La raggiungete in bicicletta partendo proprio dall’Agriturismo Nonna Stella e ve la suggeriamo come tappa prima di dirigervi al mare e godervi il sole. Già nota in epoca villanoviana e successivamente etrusca, Bibbona è adagiata su un basso colle ed esprime la classica struttura architettonica dell’antica fortezza abitata. Nel centro storico, dove si intersecano caratteristici vicoli e piazzette medievali, si trova la Pieve di San Ilario, risalente al XI secolo, dall’originale forma a trapezio. La chiesa conserva una parte originaria, di periodo romanico; all’interno si trovano due antiche acquasantiere di marmo ed un prezioso dipinto, La Madonna del Rosario. La chiesa rinascimentale di Santa Maria della Pietà, dalla pianta a croce greca e costruita alla fine del ‘400, è situata proprio all’ingresso del paese. All’interno della chiesa sono conservate la Pietà, tempera risalente al quattordicesimo secolo, una raffigurazione della Trinità e arredi in marmo del XVII secolo. Sulla facciata della chiesa di San Giuseppe (1589) il portale d’ingresso è sormontato da uno stemma dell’ordine vallombrosano che testimonia l’antica presenza dei monaci in città. Lasciate il centro abitato e scivolate alla Marina, chiamata anche Marina del Forte. Deve questo nome al Forte di Bibbona, eretto nel 1785 come punto di avvistamento e di difesa costiera dalle invasioni dei pirati. Qui abbandonatevi sul litorale, che comprende ampie spiagge di sabbia fine, i tipici tomboli che proteggono le zone coltivate dell’interno dal vento marino e la macchia mediterranea con le caratteristiche dune. I tomboli, che si sono formati nel secolo scorso, hanno la funzione di riparare le zone coltivate dell’interno dai venti marini e sono costituiti da una bassa vegetazione che separa la spiaggia dall’entroterra. Marina di Bibbona è posizionata al centro di due splendide pinete che abbracciano il litorale verso nord fino a Marina di Cecina per poi arrivare a Campiglia e Rosignano e verso sud fino a Marina di Castagneto Carducci. La Pineta è il luogo ideale per trascorrere giornate al fresco della folta vegetazione, organizzare divertenti pic-nic o passeggiare nelle stradine in bici, a piedi o a cavallo. Proprio in bicicletta raggiungete i borghi di Castagneto Carducci e Bolgheri. Quest’ultimo è una vera chicca. Arrivateci percorrendo il famoso “Viale dei Cipressi”, celebrato anche dal Carducci nella poesia “Davanti a San Guido”, un suggestivo percorso di 5 km costeggiato da cipressi secolari. Accedete a Bolgheri oltrepassando le mura dell’antico castello. La visita del borgo non prende molto tempo, ma è così piacevole che vi suggerisco di vederlo in tutta calma. Potrete passeggiare tra le piccole botteghe di prodotti locali e non lasciatevi scappare la possibilità pranzare in un dei ristoranti del centro. Castagneto Carducci invece è più vicino al mare, tanto che lo si può intravedere all’orizzonte dai tanti punti panoramici che ci sono in città. Il centro di Castagneto Carducci è piuttosto piccolo e raccolto, ma molto vivo grazie alle numerose botteghine in Piazza del Popolo, dove poter entrare a curiosare ed acquistare prodotti tipici ed oggettistica.

Alta Val Cecina, Volterra e San Gimignano. L’Alta Val di Cecina dista pochi chilometri dall’Agriturismo Nonna Stella ed è un territorio pieno di fascino che occupa la parte meridionale della provincia di Pisa. Le terre di Pisa sono una zona ricca eventi,  di tradizioni, di beni storici artistici archeologici e paesaggistici che hanno ispirato pittori e letterati. I filari di cipressi, gli oliveti, i vigneti tipici della campagna toscana, si alternano a dolci colline che incastonano come una perla, Volterra. In effetti si tratta di un vero gioiello di arte etrusca romana e medievale, che arroccata su un alto Colle, domina La Valle del Cecina fino al mare. Qui ogni civiltà e ogni periodo storico hanno lasciato delle tracce significative con monumenti creazioni artistiche di alto livello e incomparabile fascino. Volterra è un borgo quasi perfettamente conservato nel suo aspetto antico ed è completamente circondato da mura medievali risalenti al XIII secolo. Vi consiglio di camminarci nelle ore più fresche quando il sole colora la pietra in modo “gentile”.  Quella pietra che forma le case, le strade, le torri, i palazzi e le mura e da cui affiorano conchiglie di rara bellezza. Si tratta della pietra Alabastro che è anche la principale forma di artigianato della città. Impossibile restare immuni da non comprare un oggetto piccolo o grande di alabastro così come impossibile non pensare che Volterra sia balzato agli onori della cronaca grazie al noto film sui vampiri Twilight. La Volterra Twilight che conosciamo però è un pò diversa, perchè solo in pochi sanno che in realtà molte riprese sono state girate sia nel borgo di Montepulciano e qualche scena anche a San Gimignano. Iniziate a visitare il borgo dalla Piazza dei Priori Volterra dove si affacciano il Palazzo dei Priori e il Palazzo Pretorio. Proseguite sino al Duomo, risalente all’età medievale, che custodisce la suo interno il battistero del XIII secolo con base ottagonale, in marmo bianco e verde scuro. Lasciate il Duomo per raggiungere l’imponente Fortezza Medicea sorta per scopi difensivi oggi è una prigione quindi non visitabile, tranne durante le “cene galeotte” dove la fortezza viene aperta al pubblico e i prigionieri servono piatti cucinati da loro.   Non meno affascinante è San Gimignano la “città delle torri” per via delle numerose torri, che mi fanno pensare essere i grattacieli del medioevo. Delle settanta del medioevo, oggi ne sono rimaste 13. Le case torri non erano solo un elemento di prestigio (nota era la corsa ad avere case torri sempre più alte) ma avevano anche ben più radicati motivi pratici. Il primo è senza dubbio quello difensivo. Le case torri, collegate tra loro da ponti, erano un sistema assai sicuro di passare da una casa torre ad un’altra amica senza dover affrontare la strada, spesso frequentata da persone poco raccomandabili o con le quali si potevano avere conti in sospeso, quali faide familiari o di potere. Un altro motivo della loro diffusione, pare che fosse legato al mondo dell’industria tessile. In questi ambienti, infatti, venivano usati coloranti a base di zafferano. Per fissare bene il colore si doveva tenere le stoffe al riparo dalla polvere  e dal sole: non disponendo di spazi idonei per stendere i tessuti si costruirono case sempre più alte. Patrimonio dell’Unesco, San Gimignano è un paese rimasto quasi intatto dalla fine del trecento ad oggi, come si può ben constatare dai dipinti dell’epoca (come ad esempio la tavola di Taddeo Bartolo, al Museo civico di San Gimignano).  Per la bellezza dell’architettura, per il fascino dell’atmosfera del borgo, per gli straordinari paesaggi delle campagne circostanti e per il vino prodotto (con relative degustazioni), San Gimignano è uno dei luoghi in Toscana più visitatine amati. Vi suggerisco di vivere il borgo in due momenti: il tramonto e la mattina presto perchè come la maggior parte dei borghi di impianto medievale, periodo in cui l’architettura era particolarmente attenta a valorizzare al massimo la luce, soprattutto all’interno degli edifici religiosi. Il cuore di San Gimignano è la confluenza delle tre piazze delle Erbe, del Duomo e della Cisterna, circondata dalle celebri case torri medievali. Per un panorama davvero suggestivo vi consiglio di salire alla rocca di Montestaffoli, in via Quercecchio.

Per pranzare vi suggerisco: Ristorante Carabaccia Piazza XX Settembre, 5, 56048 Volterra tel. 058886239; La taverna del Granducato Piazza Martiri di Montemaggio, 5, 53037 San Gimignano

Per una degustazione di vini e un aperitivo vi suggerisco: la Pizzicheria di Mauro e Marina in Via S. Matteo, 31, 53037 San Gimignano tel. 0577941941 oppure L’Enoteca Gustavo Via S. Matteo, 29, 53037 San Gimignano tel. 0577940057. Mentre se siete come me golosi di gelato è assolutamente da fare tappa alla pluripremiata Gelateria Dondoli Piazza Della Cisterna, 4, 53037 San Gimignano, i cui gusti variano a seconda della stagione.

Cosa mettere in dispensa del camper o della caravan: Il territorio è famoso per la carne bovina di Chianina (non a caso a Bibbona a fine agosto si svolge la Fiera della Zootecnica) per cui non fatevi scappare l’occasione di degustare una bistecca di carne Chianina. Potete acquistarla sulla strada per Volterra presso la macelleria “Da Nicola” in Piazza de Larderel 28 Pomarance tel. 347 783 2018. Si chiama il Nettare di Capraia ed è un miele millefiori di consistenza fluida, dal colore ambrato e dal profumo è aromatico; si tratta di un miele dal gusto leggermente floreale e un sapore quasi amaro, dovuto alla presenza del cardo. Cercatelo nelle piccole botteghe di Bibbona o di Cecina.

Cosa ordinare a tavola: non potete farvi sfuggire la palamita, un  tipo di pesce dalla carne bianca presente nel Parco dell’Arcipelago Toscano, che in genere, viene conservato sottolio a filetti in un recipiente di vetro ricoperto con olio extravergine di oliva, grani di pepe, alloro e peperoncino. Un ottimo antipasto o aperitivo. La Ribollita è uno dei piatti più tipici e conosciuti della tradizione toscana realizzato con una grande varietà di verdure. Ha un origine contadina, sia il metodo di cottura, sia per la sua composizione. Il suo termine significa “bollita di nuovo”, infatti per prepararlo si utilizzavano le verdure cotte avanzate dai pasti e le si facevano cuocere nuovamente con pane raffermo e olio.  E per finire la Schiaccia Campigliese, un dolce croccante di colore giallo chiaro e forma rotonda, che si consuma come dessert con vino bianco o con vin santo. Per la realizzazione vengono impastati farina, uova, strutto, zucchero, pinoli e limone. Il piatto nasce da una antica leggenda: si racconta che nel Quattrocento, in occasione dell’assedio a Piombino da parte di Alfonso I Re di Napoli, anche Campiglia fu invasa in quanto roccaforte delle Repubblica Fiorentina. Venute a scarseggiare le provviste, alcune donne impastarono le poche uova rimaste con la farina e lo strutto. 

Tappa 4 (80 km): LA MAREMMA GROSSETANA

L’ultima tappa di questo tour è la parte sud della Toscana: la Maremma Grossetana. Un concentrato di colori del cielo della terra, di profumi e di storia unici. Fronteggiata dall’Isola d’Elba, la sua costa è ricca di perle come Castiglione della Pescaia o Follonica e insenature dai colori emozionanti come il Golfo di Baratti, mentre l’interno è un pullulare di paesi e borghi storici. La posizione ideale per sostare è il Podere Santa Clorinda da cui ogni giorno parte la navetta privata, con le destinazioni più belle della Maremma.

Podere Santa Clorinda Gavorrano (Gr): il Podere Santa Clorinda si trova a Gavorrano, a 15 Km dalle spiagge di Castiglione della Pescaia e Follonica e Scarlino,  a 8 km dai centri etruschi di Vetulonia e Roselle e comodo per praticare trekking sul monte Amiata. Tutte le destinazioni sono servite dalla navetta privata. Dispone di 25 piazzole immerse nella tranquillità e nel silenzio della campagna. Tutte le piazzole sono ampie e attrezzate sia per camper, la caravan e anche la tenda, sono dotate di allaccio elettrico e di sere il sistema di illuminazione per consente di muoversi comodamente senza provocare inquinamento luminoso. L’agricampeggio dispone di un nuovo fabbricato con una sala per cene e socializzazione, tutto in bioedilizia e che ingloba anche i nuovi bagni. I servizi con erogazione di acqua calda senza gettone, sono riscaldati in inverno e sono privi di barriere architettoniche. Sparse tra le piazzole trovate le fontanelle comode per caricare l’acqua o per lavare la frutta per cena. Ai bordi dell’agricampeggio c’è un querceto sotto cui ci sono tavoli comodi per pranzare al fresco.  Sono ammessi e benvenuti gli animali e il camper service è ubicato nella zona vicino all’ingresso pertanto non disturba nelle piazzole. All’interno del Podere Santa Clorinda, trovate olio e vino che sono la principale caratteristica della società agricola. Infine tra i servizi a disposizione per noi campeggiatori sportivi, ci sono le guide per trekking, equitazione, le gite al mare in barca e ovviamente cicloturismo.

COSA FARE E DOVE ANDARE IN MAREMMA DUE GIORNI

Cinque borghi Storici: dal Podere Santa Clorinda potete visitare 5 borghi storici, in auto, con la navetta o se avete buone gambe e fiato, anche in bicicletta.Si trovano tutti in provincia di Grosseto e distano l’uno dall’altro meno di 10 km. Una meta adatta a tutta la famiglia dove trovare dell’ottima enogastronomia, storia e sport.

Gavorrano: un salto nel Medioevo. Il primo borgo è Gavorrano, nel centro dell’alta Maremma grossetana, un tuffo nel Medioevo tra archi, porte,  mura,   palazzi turriti e il castello.  Perdetevi tra le viette del paese e fermatevi nei piccoli belvedere a osservare le cinte murarie dei borghi di Giuncarico e Caldana. Gavorrano fu un importante centro minerario e sul suo territorio sono ancora visibili le cave di pietra e le strutture per l’estrazione e la lavorazione dei minerali. Alcune delle vecchie miniere sono inoltre state convertite in un vasto complesso museale che è il Parco Minerario e Naturalistico di Gavorrano. Il territorio e il castello di Gavorrano, furono amministrati nel XIII secolo, dalla nobile famiglia dei Pannocchieschi e si narra che qui il Conte Nello uccise la senese Pia de’ Tolomei.  Proprio quella Pia, che Dante cita nel Canto V del Purgatorio (“Siena mi fè, disfecemi Maremma”) e che ogni agosto, viene ricordata e rappresentata con “Salto della Contessa”(una delle varianti della leggenda vuole che Pia sia stata lanciata da una torre). Per l’occasione le vie del paese sono animate da cortei storici in costume medievale, sbandieratori rappresentazioni teatrali.

Montepescali: il balcone della Maremma.  Difficile non vederlo Montepescali, perchè anche di sera quando percorrete la statale Aurelia, lo vedete sospeso sulla montagna. Illuminato e bene visibile in entrambi le direzioni di percorrenza, Montepascali è chiamato “il balcone della Maremma” proprio per la sua posizione a 222 metri, da cui si osserva tutta tutta la fascia costiera e l’Arcipelago Toscano, sino alla Corsica. E’ il secondo borgo Medievale che conserva tutto il suo fascino intatto, con stradine coperte da volte a botte, scalinate e palazzi in pietra. Vi consiglio di non perdere il “Palazzo dei Priori“, sede dell’antico comune, che conserva inoltre buona parte della cinta muraria di forma ellittica con la semicircolare Torre del Belvedere e la quadrangolare Torre del Guascone e i resti del Cassero Senese. Non ultimo  fate tappa alle due chiese, quella di San Niccolò con campanile a guglia e quella di San Lorenzo con bel campanile quadrato.

Roccastrada: belvedere tra Siena e Grosseto. Roccastrada è quello dei cinque più verso l’interno della Toscana, non ha caso dai suoi 475 metri di altezza si può ammirare il  “belvedere” sui versanti senese e grossetano. Costruito su una base di roccia trachitica, Roccastrada conserva al suo interno, una bella chiesa di origine duecentesca intitolata a San Nicola e il teatro di impianto ottocentesco (Teatro dei Concordi). Personalmente lo considero un ottimo punto di partenza per il trekking, perchè è ricco di itinerari da scoprire a piedi, a cavallo, o in mountain-bike. Non ci credete? Guardate questo link Trekking Roccastrada e il tracciato della Via Equestre Grossetana consentono di fruire della n e infilate le scarpe!!

Montemassi: fuori dal tempo. Il territorio di Roccastrada è ricco di torri e borghi medievali, fra questi spicca Montemassi, un piccolo borgo di quasi 200 abitanti, ad un’altezza di 280 mt. Famoso per la sua rocca immortalata da Simone Martini nel “Guidoriccio”, Montemassi sviluppa tra stretti vicoli scavati nella roccia, intorno al castello degli Aldobrandeschi. Merita un’ora del vostro tempo, per sentirsi “fuori dal tempo”.

Ribolla: per non dimenticare. L’ultima tappa è il più grande dei cinque borghi per numero di abitanti ed estensione, Ribolla è stato un grande centro mineriario italiano ed europeo del ‘900. Esplose demograficamente nel periodo della Grande Guerra, data l’impennata della produzione, dove vennero costruiti accanto ai pozzi i primi dormitori collettivi.  Attorno alla miniera sorsero anche strutture di servizio: spacci aziendali, ambulatori, il dopolavoro con annesso il teatro – cinema, il campo sportivo. Insomma tutto nacque attorno alla miniera di carbone perchè doveva essere funzionale a questa. Il vero boom ci fu con l’ondata immigratoria del ’46/47 quando arrivarono a Ribolla moltissimi minatori siciliani e calabresi ed il numero dei dipendenti salì a 3.500.  L’attività della miniera durò sino al tragico 4 maggio 1954, quando lo scoppio del grisou, portò alla morte di 43 lavoratori e si pose così fine alla miniera. Oggi merita di essere visitata e per conoscere un pezzo della nostra storia recente.

Per pranzare vi suggerisco: Trattoria Etrusco Via della Serra, 58023 Gavorrano GR https://www.trattoriaetrusco.it/ tel.0566844524; Antica Locanda Sant’Anna Strada Provinciale Pian del Bichi, 46, 58036 Montemassi GR tel. 3282088159

Le due perle della Maremma: Castiglione della Pescaia e Follonica. Sono le due località più rinomate e più affollate, ma meritano di essere vissute sia di giorno che di sera. Castiglione della Pescaia per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature, è considerata un’esclusiva meta turistica della Maremma. Premiata con le 5 vele di Legambiente, posizionandosi prima località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente e Touring Club, si divide in due parti: una bassa e una alta. La parte bassa è quella più recente, dove si concentrano le attività commerciali, ideale per lo shopping e per sedersi nei tavoli all’aperto di uno dei localini. La parte alta invece è un piccolo scrigno storico. Racchiusa nelle mura, si accede attraversando la Porta Urbica e percorrendo le strette stradine che si arrampicano verso la sommità del promontorio, ci si immerge in un’atmosfera antica, tra le mura, le archibugiere e le antiche porte. Procedendo per la via principale si giungerà alla sommità costeggiando le mura, dove sono ancora visibili i camminamenti della ronda. Dalla Porta Urbica se invece percorrerete via del Recinto, arriverete alla chiesa di San Giovanni costruita nel XVI sec. su quello che era un deposito di armi. Il campanile è stato ricavato nel 1900 trasformando una torre della cinta muraria; questa chiesa custodisce le reliquie di San Guglielmo d’Aquitania.  Proseguendo si arriva al castello che è proprietà privata e quindi non visitabile, ma da lì ammirerete lo splendido panorama sull’arcipelago Toscano. Sempre all’interno delle mura trovate Palazzo Centurioni, probabilmente l’edificio monumentale più antico del borgo, ospitava il podestà fiorentino e sotto i Medici era il centro della vita amministrativa locale. Da non trascurare nemmeno la chiesetta di Santa Maria del Giglio (XIII sec.) sotto la torre dell’orologio, ed il Palazzo Camaiori del quattrocento dove soggiornò il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Inoltre vi consiglio di visitare il Museo Multimediale Casa Rossa Ximenes, situato nella costruzione realizzata nel 1765 dal granduca Leopoldo di Lorena per regolare con le sue chiuse il flusso di acqua marina e fluviale e che oggi è un interessante museo multimediale dove si possono osservare tutti gli animali che popolano questa area. Follonica invece si affaccia al centro dell’omonimo Golfo. E’ la seconda città della provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo, oltre che centro principale dell’area delle Colline Metallifere grossetane. Arrivare a Follonica, vuol dire tuffarsi in pieno secolo XIX. Meritano di essere visitati,  la Chiesa di San Leopoldo e il Palazzo Granducale. La prima progettata da Alessandro Manetti e costruita dal 1836 al 1838, è da molti considerata la migliore rappresentazione del livello di specializzazione che raggiunse la fonderia di Follonica. Unico esempio in Italia di chiesa con frontone in ghisa, materiale che venne utilizzato anche negli arredi, nei fregi e nelle decorazioni. Il Palazzo fu costruito nel 1845 per ospitare il Granduca Leopoldo II. Al suo interno si possono ammirare stucchi e soffitti affrescati, il bellissimo giardino con le piante monumentali e la vasca da bagno in marmo bianco, commissionata da Napoleone Bonaparte alla bottega del Canova per donarla alla sorella Elisa Bonaparte granduchessa di Toscana. Sin qui la parte storica, ma Follonica mi ha conquistato anche per le due Riserve: quella di Tomboli e quella di Scarlino. La prima a mio parere visitatela in bicicletta mentre vi alternerete a bagni in acque cristalline, la seconda si sviluppa in un contesto naturale tra acqua, prati, pineta e la presenza di di asinelli pacifici che si fanno avvicinare e manco a dirlo i più piccoli impazzisco per questa esperienza.

Per pranzare vi consiglio: si chiama Zitto e Mangia ed è un tipico ristorante maremmano ubicato in Corso della Libertà, 19, 58043 Castiglione della Pescaia tel. 3929439680 ; Osteria del Mare già Vòtapentole in Via IV Novembre, 15, 58043 Castiglione della Pescaia tel. 0564934763. Se poi siete dei romanticoni, non fatevi scappare l’aperitivo o la cena al Bagno Capezzolo  Via J. F.Kennedy, 58043 Castiglione della Pescaia tel. 0564933866. Se siete golosi di gelato, non fatevi scappare Gelateria Corradini in Corso della Libertà, 45, 58043 Castiglione della Pescaia

La giornata del Minatore. Gavorrano il piccolo borgo Mediovale a pochi chilometri dall’Agricampeggio Podere Santa Clorinda, fino a qualche decennio fa era uno dei centri più importanti per l’estrazione del minerale di piriteOggi l’intero bacino minerario di Gavorrano, i vecchi edifici, le cave di pietra sono stati recuperati e convertiti in un grande complesso museale. Il Complesso del Parco di Gavorrano si articola in due grandi aree: il Parco delle Rocce, con il Museo in Galleria e il Teatro, e l’area estrattiva Ravi-Marchi. E’ molto interessante e coinvolgente, la possibilità di rivivere la giornata del minatore. Ci si avventura nella miniera del ’900, si passa dagli spogliatoi alla lampisteria (deposito di lampade), si prosegue nel sottosuolo, dove si vedono la riservetta degli esplosivi, con gli attrezzi e il materiale per l’abbattimento delle rocce. Il percorso a me è piaciuto soprattutto quando si assiste alla ricostruzione di scene del lavoro minerario, compresa la pausa del minatore, e da immagini, audiovisivi, foto d’epoca, suoni e luci che sembrano provenire dal passato. Dentro al Parco si può camminare tra le cave di calcare dismesse e assistere a spettacoli al Teatro delle Rocce. La vista nel Parco prosegue con l’area estrattiva di Ravi Marchi dove si può seguire la “via della pirite”, dall’uscita dal sottosuolo attraverso il pozzo di estrazione fino all’ultimo vaglio prima di essere caricata sul nastro di trasporto verso la teleferica. Ecco gli orari:
Estate: tutti i giorni, mattina e pomeriggio. Primavera e autunno: solo il sabato e la domenica, mattina e pomeriggio. Durante la settimana apertura su prenotazione per gruppi. Inverno: solo la domenica, mattina e pomeriggio. Durante la settimana apertura su prenotazione per gruppi. Prezzo: Visita completa intero Euro 8,00;

In Maremma a guardar le stelle. A pochi chilometri dall’Agricampeggio Podere Santa Clorinda, si trova l’Osservatorio Astronomico di Roselle. Un luogo dove ammirare con il naso all’insù le stelle in una cornice particolare: la Maremma.  Si chiama AMSA  ed è l’associazione di astrofili (amanti delle stelle) che opera nel territorio grossetano. Organizza moltissime serate osservative pubbliche e vengono organizzati a cadenza semestrale vari corsi: Astronomia di base, Astronomia Avanzata, Astronomia pratica e con l’utilizzo dei telescopi, Meteorologia e Climatologia, Astrofisica e Cosmologia.  Vi consiglio di farci una sosta perchè l’Osservatorio Astronomico rimane aperto al pubblico tutti i venerdi’ sera dalle ore 21:30 alle 23:30 ed oltre, fatta eccezione in caso di feste nazionali o locali. All’interno trovate un ampio giardino, dal quale e’ possibile osservare le costellazioni e la via lattea in totale tranquillità. L’accesso è possibile anche anche alle persone diversamente abili. Per maggiori informazioni: [email protected] oppure su Facebook o telefonando al numero: 0564 402091 (solo il venerdì sera).

Cosa mettere in dispensa del camper o caravan. Non potete lasciare la Maremma senza aver acquistato dell’ottimo Olio Exrtravergine DOP toscano i famosi rossi come il Morellino di Scansano o il Brunello di Montalcino. Il primo vi suggerisco di acquistarlo sia presso il Podere Santa Clorinda, oppure alla Tenuta Agricola di Vignale a Riotorto . Il vino invece merita una fermata press

Cosa ordinare a tavola. Per iniziare il pranzo gli antipasti maremmani si rifanno soprattutto alla tradizione contadina e alla produzione di salumi e formaggi locali davvero deliziosi. Taglieri di formaggi caprini, ovini e di mucca, che non possono mancare sulle tavole toscane. Tra questi il formaggio di Fossa, il pecorino toscano Dop, lo stracchino e la ricotta. Proseguite con i Tortelli Maremmani che per il resto d’Italia si chiamano ravioli, ma guai a chiamarli così in Maremma. I tortelli sono simili ai ravioli ma molto più grandi e vengono preparati diversamente di paese in paese. Sono realizzati con pasta fatta in casa farcita con ricotta e spinaci e condita con sugo di carne. Di carne anche il secondo, poiché i maremmani sono cacciatori e amano in maniera particolare la carne di cinghiale. I piatti a base di cinghiale sono sul menù tutto l’anno, ma per provare la vera delicatezza di questa carne, vi consiglio di provarli in autunno o in inverno, quando la stagione di caccia è aperta. In alternativa gustatevi l’Acquacotta una ricetta poverissima, tipica della bassa maremma (Grosseto) e dell’alta tuscia (Viterbo), derivante dal pranzo tipico dei contadini che quando si trovavano in aperta campagna al seguito delle mandrie mangiavano con questa zuppa fatta con i pochi ingredienti che riuscivano a trovare. Ogni zona ha un suo modo di preparare questa tipica zuppa a base di verdure. Infine i dolci come i “topi di Castell’Azzara”, tipici dolcetti da festa, fatti di sfoglia con un ripieno croccante realizzato con base di miele e noci cotti insieme, profumati con cannella e buccia di arancia, oppure lo sfratto di Pitigliano. Deve il suo nome ad un aneddoto poco felice. Sia nel nome che nella forma allungata ricorda l’usanza di bussare con dei bastoni alle porte degli ebrei che abitavano durante il Seicento a Pitigliano affinché, sfrattati dalle loro case, andassero a vivere nel ghetto. Quell’episodio di inciviltà fu ironicamente ricordato sulle tavole degli ebrei con questo dolce la cui bontà lo ha reso popolare e diffuso in tutti i forni di Pitigliano. Lo strato sottile di pasta copre un ripieno di miele, noci, scorzette di arancia, anice e noce moscato.

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