Facciamo luce su pannelli solari e batterie

Cinque punti per non rimanere al buio o senza riscaldamento. Pannelli solari, batteria, regolatore, invernter e la giusta dimensione dell’impianto. Seguitemi

C’è una differenza fondamentale tra chi vive in camper e chi lo usa per le vacanze e un’ulteriore differenza tra chi sosta in libera e chi a pagamento in strutture. In una parola queste due differenze si identificano in “autonomia”. In primis autonomia energetica e poi quella di carburante e infine idrica. Questo è il primo dei tre appuntamenti dove andrò ad affrontare queste differenze. Osservate nella foto accanto, il camper a destra (il mio) ha un solo pannello perchè il 50% delle soste le faccio in modo organizzato e ogni due giorni sono in viaggio. Se invece osservate il camper a sinistra, è attrezzato per soste libere tutto l’anno anche prolungate. Procediamo per punti, il primo come dimensionare correttamente l’impianto.

1 – Come dimensionare il giusto impianto fotovoltaico e batterie

Fate innanzi tutti un elenco delle apparecchiature che volete alimentare a camper fermo, facendo attenzione alla tipologia di alimentazione che richiedono: distinguete le utenze alimentate a 12V in corrente continua da quelle che vanno alimentate a 220V in corrente alternata. Fate attenzione perchè ciò che funziona a 12v può funzionare direttamente con l’energia generata dai pannelli senza necessità di un inverter che va ad appesantire e gravare sul consumo della batteria. In poche parole se avete un cellulare da caricare, non accendete l’inverter, ma semplicemente installate una presa usb che funziona a 12 volt. Pertanto vi consiglio di scegliere apparecchiature da installare nel camper, alimentate direttamente a 12V CC. Scrivetevi la potenza in Watt assorbita dall’apparecchio che si trova solito sulle etichette o targhette applicate sull’apparecchio stesso. A questo punto stimate il tempo di utilizzo in ore di questi apparecchi. Ora moltiplicate la potenza per il numero di ore al giorno che si prevede di usare quello specifico apparecchio e otterrete i Wattora assorbiti da quell’apparecchio in un giorno e quindi l’energia che vi servirà per quel apparecchio. Sommate tutti i vari apparecchi e otterrete l’energia necessaria al giorno per la vostra sosta. 

Vi faccio un esempio pratico

                              APPARECCHIO
TIPO DI ALIMENTAZIONE POTENZA (W)
ORE DI UTILIZZO (h) STIMA DEL CONSUMO (Wxh)
TELEVISORE A COLORI 220V CA 60 2 120
PC 12V CC 15 3 45
LAMPADA INTERNA 12V CC 11 3 33
LAMPADA INTERNA 12V CC 9 2 18
FRIGORIFERO * 12V CC/220V CA 60 85
~ 300

2) il pannello fotovoltaico

Un pannello solare scelto in modo corretto evita di trovarci brutte sorprese e trovarsi al buio. Innanzi tutto scegliere un prodotto che rispetti le norme di certificazione Europea e successivamente un pannello con potenza adeguata. Diciamo che non esiste un pannello unico e perfetto, ma bensì quello ideale per ogni nostra esigenza. Generalmente le potenze più installate sui camper sono 50W – 90W – 110w – 140W – 220W.

  • Pannello da 50 Watt:  ve lo consiglio per brevi soste e organizzate con allaccio elettrico. Scordatevi tv e ventole, perchè assorbirebbero troppo. Luci e il cellulare si sopportano perfettamente.
  • Pannello da 90 a 100 Watt è un buon compromesso di spesa, senza avere grandi potenze a disposizione. Permette di sostare 2-3 giorni in libera nella bella stagione senza grossi problemi di autonomia. Ovviamente con TV e ventole l’autonomia si limita ad 1-2 giorni. Nel periodo invernale con riscaldamento accesso non oltre 2 giorni.
  • Pannello da 140 a 160 Watt  Personalmente lo considero il miglio compromesso economico per chi, facendo un uso estivo del veicolo, fa soste prolungate e vuole avere una buona disponibilità di energia per i vari accessori.
  • Due pannelli da 125 Watt: se decidete di vivere in camper, oppure ne fate un uso intenso anche invernale, ve li consiglio.

E’ fondamentale sapere che la quantità di energia prodotta dal pannello varia in funzione della stagione, della quantià di sole che c’è, l’inclinazione del pannello e la pulizia dello stesso. 

Pertanto se proseguiamo con l’esempio di sopra (la richiesta energetica è di circa 300W/h) io vi suggerisco di optare per un pannello fotovoltaico da 90-110W che in estate produrrà un surplus di energia (tornato utili per venotle, radio e asciugacapelli) e d’inverno consentirà di avere una quantità di energia sufficiente per alimentare le utenze di base.

3) il regolatore di carica

Il pannello fotovoltaico non fornisce una corrente costante e ciò crea un problema con l’alimentazione diretta dei carichi che potrebbero non funzionare correttamente. Per ovviare a questo problema si interpone un regolatore di carica tra i pannelli e i carichi (e la batteria). Il regolatore di carica ha quindi il compito di regolate la tensione e la corrente che viene fornita alle batterie dai pannelli fotovoltaici, è in grado di interrompere il processo di ricarica quando la batteria è completamente carica e di disconnettere i carichi quando la batteria è troppo  scarica. In questo modo di prolunga la durata della batteria. La scelta del regolatore va fatta in base alla corrente massima sviluppata dal nostro pannello (o dalla somma delle correnti se installiamo due pannelli in parallelo). Questo dato lo trovate nel retro del pannello sull’etichetta.

4) la batteria

Il primo valore da tenere presente è la capacità di una batteria di accumulare/erogare energia, che è misurata in Ampere x ora(Ah). Quindi partendo dall’esempio sopra (300 watt di assorbimento) la batteria coprirà  (300Wh/12V) = 24Ah al giorno di energia. Ergo se scegliete una batteria da 100Ah, quando è completamente carica questa batteria vi assicurerà autonomia per c.a. 3 gg. In commercio trovate varie tipologie di batterie, ma solo alcune sono adatte ad un utilizzo ciclico che prevede una carica e una scarica profonda. Vi suggerisco di scegliere una batteria ermetica costruita con tecnologia AGM, oppure una batteria al piombo/gel o piombo/calcio che sono state progettate appositamente per funzionare con pannelli solari, hanno emissioni pari quasi allo zero e non richiedono nessuna manutenzione.

5) l’inverter

E’ l’apparecchio che converte i 12V  della batteria nei classico 220 V: quindi come vi ho detto sopra, servirà per alimentare gli apparecchi che non hanno possibilità di alimentazione in corrente continua ad esempio TV senza alimentazione a 12V cc. Dimensionatelo di potenza superiore alla somma delle potenze dei singoli apparecchi, perché occorre tener conto della corrente di spunto all’accensione.

Ringrazio per le meravigliose foto Fulltimer Italia

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