il mio pensieroDemocrazia all'amatriciana

Democrazia all’amatriciana

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Democrazia: de-mo-cra-zì-a] s.f.  Concezione politica fondata sui principi della sovranità popolare, dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, dell’attribuzione di diritti e doveri sanciti dalla Costituzione, della separazione e indipendenza dei poteri.

Partendo da questa definizione, ci ritroviamo a dover leggere sui media o sui social, ogni forma di pensiero, di idea e a giustificarla in nome della libertà di pensiero e della democrazia.

Sciacalli e perbenisti. Perchè diciamolo chiaramente, ogni proposta che arrivi da qualsiasi soggetto o schieramento politico diventa oggetto di polemica, bollandola di “sciacallaggio” o “falso perbenismo”. Come dire per la troppa tolleranza sventolata per anni come portavoce della propria ideologia politica, non si accettano le idee altrui.

Non credo che occorra molto per capire che c’è qualcosa che non torna nel vedere chi ha lavorato un vita, versato contributi nelle casse di uno Stato, vissuto nella legalità e nel rispetto, ritrovarsi a dormire con altre 8 persone in una tenda e non per qualche giorno, ma per settimane o mesi e chi giunto in Italia in modo clandestino ritrovarsi dal primo giorno con un tetto di muratura sopra la testa. E in quel caso autobus e mezzi di trasporto ci sono.

Non credo che occorra molto a capire che in mezzo alle migliaia di immigrati che scappano dal proprio Paese, ci siano delinquenti. Eppure non c’è giorno che qualcuno debba fare sciacallaggio al proprio credo politico o di partito. Ieri erano i funerali di un ragazzo di colore dove le prime cariche dello Stato erano accorse a testimoniare che in Italia il razzismo non esiste, pazienza che il suddetto ragazzo abbia reagito picchiando con un cartello segnalatore stradale e la vedova abbia ritrattato dopo 5 gg la propria testimonianza. Il razzismo nasce dall’ignoranza (ignorare) ma si alimenta dai continui atti di criminalità e dalla continua immigrazione non controllata.

Non credo che occorra molto a capire che si dovrebbero aprire i conventi e le chiese per accogliere in modo più dignitoso le persone e non lasciarle sotto una tenda o in mezzo ad una strada. Quella stessa Chiesa che ci chiede di pregare.

Oggi è il turno di chi usa 30 immigrati operosi, amorevoli e di gran cuore come scudo per giustificare le migliaia di immigrati che delinquono. Lo sappiamo benissimo che non si fa di tutta un’erba un fascio, ma neppure essere così ciechi da non ammettere che per 30 operosi immigrati ce ne sono 300 immigrati clandestinamente che bivaccano nelle stazioni e periferie delle grandi città e che in questo momento con molta probabilità, stanno commettendo atti di microcriminalità.

Oggi è il turno di chi chiede soldi al popolo, quando il popolo questi “soldi” li ha versati con le proprie tasse già da anni. Sono le stesse tasse che quei 300 morti e migliaia di terremotati hanno pagato prima al Comune, alla Provincia, alla Regione e ora allo Stato. E per questo motivo mi aspetterei di vedere la tendopoli come emergenza e non come situazione di comodo.

Oggi è il turno di chi a seguito di petizioni, proposte di politici, ci spiega che una società privata (ricordo che è una società a compartecipazione statale) come la Sisal certamente non ha l’obbligo di devolvere il montepremi a favore dei terremotati. Già peccato che, parte dei proventi della vincita vadano nelle casse dello Stato e che chi vince deve pure pagarci le tasse sopra a tale vincita. Quindi almeno tale importo si potrebbe destinare alla ricostruzione e per altro il montepremi è già nella casse della Sisal, si tratta solo di voler destinarlo al vincitore (come da contratto) o ad una giusta causa collettiva.

In tutto questo cicaleccio da tastiera mi scrivono alcune persone per dirmi “Certo tu hai comprato sacchi a pelo e tende spedendo tutto attraverso un tuo amico di fiducia, mica tutti abbiamo questa possibilità?”…E qui personalmente capisco il perchè siamo arrivati a questa “democrazia all’amatriciana”

Sapete come ho trovato l’amico a cui ho dato il materiale? Semplicemente scrivendo su un social network, “sono a Perugia, chi ha parenti coinvolti e necessita di coperte e di tende può contattarmi in privato”. Ecco, adesso piantiamola di dire come faccio? Siamo così bravi a cercare in rete le vacanze lowcost, i video porno, le foto della farfallina di Belen, le bufale di qualche politico, gli amici vecchi su facebook, la doppia vita del collega e non siamo così bravi a trovare chi ha bisogno in questo momento di aiuto? O forse fa più comodo lavare la propria coscienza con un sms e condividerlo pubblicamente?

 

 

 

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